Le imprese foggiane restano tra le più tartassate d’Italia. A dirlo è l’Osservatorio CNA 2024, che misura la pressione fiscale nei capoluoghi del Paese. A Foggia il Total Tax Rate è del 54,9%, con il cosiddetto “Tax Free Day” — la data in cui le imprese smettono di lavorare per lo Stato e iniziano a produrre per sé — fissato al 19 luglio. Dieci giorni dopo la media nazionale, che si ferma al 9 luglio.
Il dato mette in evidenza come una microimpresa tipo, con un ricavo annuo di circa 431mila euro e un immobile strumentale dal valore di 500mila euro, versi allo Stato e agli enti locali oltre metà dei propri profitti.
Le criticità principali
Tra i fattori che aggravano il peso fiscale su Foggia ci sono l’addizionale comunale Irpef, considerata elevata e non progressiva, l’Imu sugli immobili produttivi che colpisce anche chi utilizza direttamente i propri spazi di lavoro, e la Tari, giudicata sproporzionata rispetto alla qualità dei servizi e priva di sistemi premiali per le imprese virtuose.
Un quadro che, secondo CNA, non solo riduce la capacità di investimento delle aziende, ma penalizza le microimprese artigiane e individuali, contribuisce alla fuga di investimenti e rafforza il divario con il Nord, dove la pressione fiscale è più bassa di oltre 11 punti percentuali.
Le proposte di CNA Foggia
Di fronte a questo scenario, CNA Foggia ha messo sul tavolo un pacchetto di proposte per riequilibrare la fiscalità locale. L’associazione suggerisce l’introduzione di soglie progressive per l’Irpef comunale, l’esenzione parziale dell’Imu per gli immobili produttivi, una riforma della Tari con meccanismi premiali per le imprese più virtuose e un audit pubblico sui costi dei servizi, accompagnato da processi di digitalizzazione e semplificazione degli adempimenti.
La proposta più concreta riguarda l’apertura di un tavolo tecnico permanente tra Comune e associazioni di categoria, per monitorare le politiche fiscali e definire interventi condivisi a favore delle aziende.
L’invito al Comune
“Non è solo un tema fiscale, ma una scelta politica”, sottolinea CNA Foggia, che invita l’Amministrazione comunale ad aprire un confronto con le imprese per costruire un nuovo patto locale sulla competitività. L’obiettivo è alleggerire la pressione fiscale, valorizzare chi produce ricchezza e lavoro, e rendere il territorio più attrattivo per investimenti e nuove aperture.
“Foggia ha l’opportunità di invertire la rotta – conclude CNA – scegliendo un modello che premi le imprese e rafforzi la coesione territoriale. Senza imprese non c’è futuro, e senza un fisco giusto non ci sono imprese che possano reggere la sfida”.










