Ivan Loriso è un giovane foggiano di 40 anni, direttore di un supermercato, colpito nel 2022 da una malattia rara: la polineuropatia demielinizzante infiammatoria cronica (CIDP). Ivan dopo un lungo periodo di degenza in ospedale e un percorso riabilitativo che continua ancora oggi, Ivan oggi sta meglio, ha scritto un libro e attivato un blog dove racconta la sua storia, la stessa che ha deciso di raccontare anche ai nostri microfoni.
“Un calvario, in poche parole mi sono visto il sistema immunitario aggredire il mio corpo portandomi alla paralisi”. Una malattia che interessa una persona su un milione. “Mi ritengo una persona molto fortunata, ma devo ringraziare molto la mia famiglia, Padre Pio e i sanitari del Policlinico di Foggia. Devo molto a loro, soprattutto ai medici e agli infermieri del reparto di neurologia universitaria. Mi hanno aiutato molto nel percorso di guarigione. Quindi, come vedete, in provincia di Foggia c’è soprattutto la sanità che funziona, e io ne sono un esempio vivente”.
La storia di Ivan nel libro “La mia forza, la mia debolezza”. “Racconto i miei punti di forza e le mie debolezze durante la degenza in ospedale tra riprese e ricadute, ma racconto anche l’apporto dei medici e del personale parasanitario. Dopo il libro ho creato anche il blog “Abileconte”, una app e anche un forum. Una voce di sostegno nei confronti di tutte quelle persone in difficoltà moralmente e fisicamente”. Loriso ha avuto un valido aiuto anche dalla comunità Art Labor di Foggia.
“È stato l’inizio di tutto, presso la comunità mi sono messo in discussione dopo sei mesi in ospedale. Qui mi sono sentito a casa, e se oggi sto bene e mi sento realizzato devo tanto anche a questa comunità di recupero”. “Aver contribuito alla guarigione di Ivan per noi di Art Labor – aggiunge la psicoterapeuta Valentina Cocuzzi – è stato molto bello. Ho letto il suo libro, un grande atto di coraggio e dignità. Ivan ci insegna che ogni istante della vita è un dono da non sprecare, e il suo messaggio riferito alle disabilità, non è quello di sopravvivenza ma di scelta, di scegliere di vivere senza farsi abbattere”.








