Ultimo saluto quest’oggi della comunità foggiana a Hayat Fatimi, vittima di femminicidio nella notte tra il 6 e il 7 agosto scorso.
Il suo feretro ha lasciato l’obitorio del Policlinico Riuniti ed è partito verso il Marocco, dove il corpo di Hayat sarà sepolto e troverà ad accoglierlo la sua anziana madre.
Contestualmente, l’amministrazione comunale ha proclamato il lutto cittadino, con l’esposizione delle bandiere a mezz’asta.
Presenti in ospedale un cugino e un nipotino insieme alle associazioni femministe contro la violenza di genere, ai volontari ospedalieri Avo, il gruppo delle professioniste del centro antiviolenza di Foggia, la sindaca Maria Aida Episcopo e i suoi assessori Giulio de Santis, Daniela Patano, Simona Mendolicchio, la consigliera regionale Rosa Barone e gli eletti comunali Stefania Rignanese e Mario Cagiano, presidente della Commissione per le parole opportunità.
Commossa la prima cittadina: “Hayat era una nostra concittadina naturalizzata da circa un ventennio nella nostra città. Aveva un comportamento lodevolissimo, da encomio, la piangono e la rimpiangono anche i suoi datori di lavoro prima nel settore assistenziale e poi nella ristorazione. Per noi è un lutto con una cicatrice aperta che sgorga sangue perché Hayat è una di noi, è una donna di Foggia, come le nostre sorelle e amiche più care. L’accompagneremo anche simbolicamente anche in questo suo ultimo viaggio. C’è una mamma anziana che l’aspetta, è incredula e sbigottita di quanto possa essere accaduto. La riservatezza della famiglia di Hayat è parlante, ci commuove. Abbiamo partecipato con le nostre silenziose presenze fisiche senza dare accenni di acculturazione religiosa e cristiana sui nostri convincimenti. Abbiamo rispettato, c’erano i fiori. Sicuramente il Comune si costituirà parte civile, non guardiamo un faccia a nessuno”.









