Una settimana “travagliata”, non terribile. Così Domenico De Santis, segretario regionale del Pd, definisce i giorni che hanno preceduto l’annuncio ufficiale della candidatura di Antonio Decaro alla presidenza della Regione Puglia. In un’intervista a Repubblica Bari, De Santis ha raccontato le tensioni, le telefonate e i momenti di vero panico vissuti dietro le quinte della festa dell’Unità di Bisceglie, dove il sindaco di Bari ha sciolto le riserve.
“Fino all’ultimo col fiato sospeso”
“Per tre giorni abbiamo avuto gli occhi di tutta Italia puntati su di noi. C’erano 114 giornalisti accreditati” spiega De Santis. “Venerdì, a un certo punto, ho temuto l’infarto: fino a cinque minuti prima non avevamo notizie certe sulla candidatura. Abbiamo rischiato di non tenere il centrosinistra unito, di dividere il Partito democratico. Con la grande generosità di Michele Emiliano, che ha deciso di non candidarsi, siamo riusciti a rimanere coesi. Eravamo tutti con il fiato sospeso”.
L’annuncio di Decaro ha liberato la tensione: “Un grande sollievo, anche se resta la sofferenza per la scelta di Michele. Ma ha dimostrato di essere il padre della primavera pugliese”.
“La comunità democratica in debito con Emiliano”
De Santis respinge l’idea di un gesto formale: “Non è una pacca sulla spalla. La comunità democratica è in debito con lui, non solo per quello che ha fatto in dieci anni ma perché ha dato una mano ad Antonio a candidarsi presidente”.
Quanto al futuro del governatore uscente, il segretario non ha dubbi: “Michele ha a cuore la Puglia. È un leader nazionale del partito. Elly Schlein ha garantito che avrà un ruolo importante. Sono convinto che sarà al nostro fianco in questa campagna elettorale per far eleggere Decaro”.
Tra amicizie e sacrifici
“È vero, sono sempre stato vicino a Emiliano, ma sono amico anche di Decaro. Sono stato il coordinatore delle sue ultime due campagne elettorali” racconta De Santis. Ammette di aver vissuto momenti complicati: “Il mestiere di segretario del Pd è il più difficile del mondo. Qualunque cosa fai, c’è qualcuno che scontenti. Ma ne siamo usciti uniti, anche se con sacrifici pesanti”.
Un rapporto di lunga data lega De Santis ai due leader. Con Emiliano, dice, l’incontro risale a quando aveva 18 anni: “Lo invitai a scuola per parlare di mafia, quando era ancora pm. Senza di lui una generazione intera non avrebbe iniziato a fare politica”. Con Decaro, invece, ricorda il primo comizio: “A Casamassima, la piazza era semivuota. Io alzai la voce per avvicinare la gente e lui mi sussurrò: ‘Ma che gridi, non vedi che non c’è nessuno?’”.
La ricetta per la pace
Il segretario pugliese, noto per le sue doti culinarie, scherza quando gli viene chiesto cosa cucinerebbe per riconciliare tutti: “Riso patate e cozze o pasta al forno. Come quando si stava tutti insieme la domenica, felici”.












