È con un misto di emozione e responsabilità che Antonio Decaro, ex sindaco di Bari ed eurodeputato Pd, racconta a Repubblica Bari i momenti convulsi che lo hanno portato ad accettare la candidatura alla presidenza della Regione Puglia per il centrosinistra. “Ho avuto dubbi fino a dieci minuti prima di salire sul palco – ammette –. Sento il peso della responsabilità. Andare via da Bruxelles mi costa: mi hanno votato più di 500mila persone e presiedo una commissione importante. Non è facile, ma non accettare sarebbe stato come tradire la mia terra e la mia gente”.
“Nessun veto, solo politica”
Decaro chiarisce subito: “A Michele Emiliano e a Nichi Vendola mi legano stima e affetto. Non c’è stato nessun veto, nessuna questione personale, solo politica. Ho già chiesto scusa ai pugliesi per aver parlato troppo di candidature, quando ci sono tante altre cose da dire”. Una scelta maturata anche grazie ai consigli del padre, ex politico: “Mi ha detto che in politica vai dove ti porta la gente. E io credo di sapere dove mi vogliono”.
Sanità, trasporti e divari territoriali
Il programma del candidato parte dalle fragilità: “Foggia non è Bari e Brindisi: questo divario non è accettabile. In cima ci sono le fragilità umane, del lavoro, del paesaggio, delle nuove economie. La sanità resta la sfida più difficile: sono stati fatti passi avanti, ma restano problemi. Con i criteri della spesa storica si continuano a penalizzare sempre gli stessi territori”.
Decaro denuncia anche le carenze infrastrutturali: “La gente è esasperata perché si investe troppo poco sul trasporto pubblico. Oggi non è possibile andare da Bari a Napoli con un treno diretto. Ce n’era uno e lo hanno tolto, mentre tra Firenze e Roma passa un treno ogni 15 minuti”.
Turismo e sviluppo
Guardando agli ultimi vent’anni, Decaro rivendica i risultati del centrosinistra: “La Puglia è cambiata, ha avuto il coraggio di sognare. Il turismo è esploso: vent’anni fa i turisti erano come figure mitologiche. Ora il problema è la gentrificazione: non possiamo trasformare i centri storici solo in luoghi turistici, altrimenti perdiamo autenticità”.
“Difendere i fondi per il Sud”
Infine, un monito al governo nazionale: “Rischiamo di avere meno fondi, soprattutto per il Sud. Bisogna difendere i fondi di coesione, che servono a ridurre i divari di genere, generazionali e infrastrutturali. Non sarà una passeggiata, ma ci proveremo”.
Conclude Decaro: “So che ci aspettano sfide difficili, ma guidare la Puglia con una coalizione progressista che governi i prossimi cinque anni è il mio impegno. Spero di esserne all’altezza”.












