Marina di Lesina torna al centro del dibattito pubblico per la difficile situazione legata al mercato immobiliare. Un fenomeno che rischia di compromettere il futuro turistico e sociale della località. A sollevare l’allarme è Antonio Palma, presidente dell’associazione Pro Lesina Marina, che con un documento datato 7 agosto 2025 ha ripercorso le tappe della vicenda, invitando i residenti e i proprietari a non cedere alla pressione degli speculatori.
Dalla nascita turistica agli anni della crisi
La vocazione turistica di Marina di Lesina nasce negli anni Sessanta, quando il Comune stipulò accordi con imprenditori romagnoli intenzionati a valorizzare l’area. Tra il 1976 e il 1978 furono approvati il Piano di Fabbricazione e la lottizzazione che portarono all’assetto attuale. La località era pubblicizzata come zona di pregio, con la promessa di infrastrutture di alto livello, tra cui un porto turistico con collegamenti diretti alle Tremiti.
Ma già in quegli anni emersero i primi problemi al canale Acquarotta. Le opere di contenimento e manutenzione, culminate nel 1994 con le gabbionate in pietrame volute da Comune e Regione, non solo non risolsero il problema, ma contribuirono all’aumento delle cavità sotterranee. La questione esplose definitivamente nel 2008, quando venne dichiarato lo stato di calamità naturale e nominato un commissario prefettizio per l’emergenza.
Ordinanze, ricorsi e immobilismo
Nel 2009 il commissario impose ai condomìni la presentazione di nuove documentazioni e lavori di messa in sicurezza. Una decisione contestata dai proprietari e ribaltata dal Consiglio di Stato nel 2011, che stabilì come la responsabilità del dissesto fosse in capo agli enti pubblici. Nonostante i successivi finanziamenti del Cipe e della Regione, molti lavori sono stati completati solo in parte entro il 2022.
Palma sottolinea come, negli anni, la gestione del dissesto sia stata condotta con modalità “terroristiche”, alimentando la voce secondo cui “le case sarebbero sprofondate”. Una narrazione che ha favorito un clima di sfiducia, spingendo molti a vendere i propri immobili a prezzi fortemente ribassati.
Il terreno fertile per gli speculatori
Secondo il presidente di Pro Lesina Marina, la paura dei proprietari è stata sfruttata da chi, senza scrupoli, ha acquistato appartamenti a un terzo del loro valore reale. A complicare la situazione hanno contribuito amministratori poco corretti che, stando alle denunce, avrebbero fornito numeri privati a mediatori e agenti immobiliari.
Il risultato è stato un abbassamento artificiale dei valori di mercato. Un paradosso, ricorda Palma, se si considera che l’Imu e l’Irpef sugli immobili vengono calcolati su valori catastali doppi o tripli rispetto ai prezzi di vendita.
L’appello: “Non vendete, la situazione può cambiare”
“Vendere oggi significa rinunciare ai sacrifici di una vita e consegnare il futuro di Marina di Lesina a chi specula sulle paure della gente”, scrive Palma. Da qui l’appello ai proprietari: resistere, non cedere agli speculatori, mantenere gli immobili a meno che non ci siano condizioni di estrema necessità.
L’invito si accompagna a un monito collettivo: “Ognuno di noi deve impegnarsi per realizzare il sogno di una Marina di Lesina valorizzata e rispettata. Io lo sto facendo da vent’anni, ma serve l’impegno di tutti”.











