I figli di Antonietta, l’anziana 76enne di Vieste, deceduta in auto mentre veniva trasportata in ospedale a san Giovanni Rotondo, sono affranti e non hanno voglia di parlare. Ed allora è il genero Roberto, caposala presso un noto ristorante sul porto di Vieste, ad esternare tutta la rabbia per quello che è accaduto sulla litoranea del Gargano.
“È molto difficile ricordare quei momenti che non avrei mai voluto vivere. Maria Teresa e Pasquale, i due figli, mi telefonano dicendomi che la mamma stava male. Corro da loro e chiamiamo subito il 118. Risposta? Non ci sono medici e nemmeno ambulanze, il caso non è grave, tornate domani, anzi ci hanno detto che dovevamo portarla noi in ospedale. La figlia non ce l’ha fatta più a sentire che non era nulla di grave e si è avviata da sola nel cuore della notte”. Una corsa contro il tempo che purtroppo si è interrotta metà strada, nei pressi di Baia delle Zagare.
“Mi chiama la mia compagna Maria Teresa e mi dice corri corri, mamma sta morendo! Arrivo sul posto e trovo mia suocera riversa a terra sull’asfalto, una scena straziante. È morta tra le braccia della figlia, al buio in una curva della litoranea. E con lei siamo morti anche noi”. Ed oggi? “Vogliamo solo che si faccia giustizia, e soprattutto vogliamo che questi episodi non accadano più. Vieste è una città turistica con oltre un milione di presenze all’anno, ha bisogno di sanità eccellente”. I parenti di Antonietta hanno anche parlato con il presidente della Puglia, Michele Emiliano, e con il vice Raffaele Piemontese, che ha anche la delega alla sanità. “Si, abbiamo parlato, ci hanno assicurato che arriveranno ad individuare i responsabili attraverso i tabulati telefonici. Speriamo”.










