La bufera sulle assunzioni in Sanitaservice a Foggia non si placa. Delle 120 persone selezionate attraverso la società interinale Randstad per coprire i turni estivi del 118 e delle pulizie ospedaliere, almeno cinque o sei avrebbero precedenti penali rilevanti. Tra loro figurano anche due sorelle di boss della criminalità organizzata garganica. Il caso è esploso a inizio agosto, dopo la segnalazione del sindacato Usb, ma la Asl di Foggia e il dipartimento Salute regionale hanno finora sottolineato soltanto la correttezza formale delle procedure, attribuendo eventuali responsabilità alla società di selezione.
Tra gli assunti compare Leonarda “Dina” Francavilla, 43 anni, sorella dei boss Antonello ed Emiliano e moglie di Mario “Marittil Malavita” Lanza, tutti al vertice del clan Sinesi-Francavilla. La donna, che è anche suocera di Antonio Salvatore detto “Lascia Lascia”, ha già scontato in detenzione domiciliare una condanna a cinque anni per estorsione ai danni di un imprenditore da cui percepiva lo stipendio senza lavorare (operazione “Rodolfo”). Destinata inizialmente alla postazione 118 di Foggia, l’assunzione non si è perfezionata a causa del diniego del magistrato di sorveglianza.
Altri casi, ancora in fase di verifica, riguarderebbero parenti di alcuni esponenti del clan dei montanari Li Bergolis-Miucci, in particolare donne legate a personaggi di Monte Sant’Angelo arrestati l’anno scorso nella maxi operazione “Mari e Monti” ed ora in attesa di giudizio. Uno di questi sarebbe Raffaele Palena detto “Strizzaridd”, 31 anni, fedelissimo del boss Enzo Miucci e capo della “cellula” criminale di Monte.
In una postazione 118 è stata assegnata Grazia Romito, 54 anni, sorella di Mario Luciano Romito, assassinato nella strage di San Marco in Lamis del 9 agosto 2017 insieme ad altre tre persone. In passato la donna è stata titolare di un’agenzia funebre colpita da interdittiva antimafia ed è attualmente imputata marginalmente nell’inchiesta “Giù le mani” con l’accusa di falso. Secondo i pm avrebbe ottenuto, tramite un prestanome, la gestione dell’agenzia nonostante l’interdittiva.
Le verifiche della Asl e le reazioni politiche
La Asl di Foggia, dopo le segnalazioni sindacali, ha richiesto i casellari giudiziari e i carichi pendenti di tutti i selezionati. Al momento dell’assunzione ciascun candidato aveva compilato un’autocertificazione: proprio questo ha consentito l’esclusione di una candidata, parente di un altro esponente criminale, che aveva dichiarato il falso. In caso di ulteriori irregolarità, l’azienda sanitaria ha annunciato la possibilità di licenziamenti. “Asl Foggia e Sanitaservice ribadiscono che non sarà tollerata alcuna irregolarità”, si legge in una nota ufficiale.









