Aveva solo 21 anni e un futuro da costruire in Italia, dopo essere partito dal Mali con la speranza di una nuova vita. Invece la sua esistenza si è spezzata all’improvviso nelle campagne del Foggiano, lungo la strada provinciale 91 tra Cerignola e l’area dell’Ofanto. Il giovane agricoltore, residente a Canosa di Puglia, è rimasto schiacciato dal trattore che stava guidando: il mezzo si è ribaltato improvvisamente e per lui non c’è stato nulla da fare nonostante i soccorsi immediati.
Il cordoglio e la denuncia di Federacma
La tragedia ha suscitato la reazione di Federacma, la Federazione Confcommercio delle associazioni nazionali dei servizi e commercio macchine agricole, che esprime cordoglio e rilancia l’allarme sulla mancata applicazione della revisione obbligatoria dei mezzi.
“Morire a 21 anni mentre si lavora nei campi è un fallimento per tutti – ha dichiarato Andrea Borio, presidente di Federacma –. Non è accettabile che nel 2025 un giovane perda la vita sotto un trattore, senza protezioni e senza alcun controllo preventivo sulle condizioni del mezzo. La sicurezza deve essere un diritto universale, indipendente dall’età o dalla nazionalità del lavoratore”.
Una paralisi normativa che costa vite
Secondo i dati Inail, in Italia ogni anno si registrano oltre cento morti legate a incidenti con mezzi agricoli, con il ribaltamento del trattore come principale causa. La revisione obbligatoria, introdotta da un decreto del 2015, non è mai stata attuata per l’assenza del decreto attuativo. Una stasi che, denuncia Federacma, continua a costare vite.
“Questi mezzi troppo spesso sono vecchi, instabili, privi di rollbar o cinture di sicurezza – ha aggiunto Borio –. Finché lo Stato non darà piena attuazione alla revisione, le tragedie continueranno. Ogni ribaltamento è figlio della mancata prevenzione, della mancanza di dispositivi adeguati e di controlli tecnici seri”.
La richiesta di un impegno immediato
La federazione si è detta pronta a collaborare con istituzioni e parti sociali per costruire una rete di controlli, formazione e assistenza tecnica. “Siamo pronti a fare la nostra parte – ha concluso Borio – ma il tempo degli appelli è finito: servono decisioni, risorse e responsabilità. Nessuno deve più morire sotto un trattore”.










