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Home - Incubo inceneritore a Borgo Tressanti, lettera a Emiliano: “Accordo per fermare l’avvio dell’impianto”

Incubo inceneritore a Borgo Tressanti, lettera a Emiliano: “Accordo per fermare l’avvio dell’impianto”

Di redazione
19 Febbraio 2016
in Lettere
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“Sulla base delle dichiarazioni effettuate a mezzo di stampa del presidente della Regione Puglia ed in vista della rimodulazione dell’Accordo di Programma richiesto da ETA-Marcegaglia per l’inceneritore in agro di Manfredonia, abbiamo inviato una lettera a Michele Emiliano”. A scriverlo è Matteo Loguercio, presidente del Comitato contro l’inceneritore a Borgo Tressanti. Di seguito il corpo della missiva.

Visto che il Presidente di Regione Puglia si oppone, come affermato in una nota stampa di ‘Press Regione’del 09 Febbraio 2016 (posizione ripetuta su altri media), sia all’ampliamento degli inceneritori esistenti che alla creazione di nuovi, comprende che l’incenerimento dei rifiuti sia una non-soluzione riguardo alla gestione dei rifiuti, nonostante la bassa raccolta differenziata nella nostra regione. Chiediamo di fare un passo in più, ad onore del ruolo che ricoprono tutti gli amministratori eletti, ancor di più chi rappresenta la Regione, ossia, la tutela del bene massimo: la salute dei suoi cittadini.
Si cominci a pensare ad un programma che preveda la chiusura progressiva di tutti gli impianti di incenerimento e di frenare la messa in esercizio di quelli realizzati, come l’inceneritore ETA-Marcegaglia in agro di Manfredonia. Lo spunto glielo fornisce la stesura del nuovo Accordo di Programma, a norma dell’art 34 del TUEL, che la Giunta da Ella presieduta si accinge ad approvare su impulso della delibera n. 252 del 25.11.2015 della Giunta comunale di Manfredonia, che fa proprie le richieste di ETA riguardo alla riduzione del numero degli occupati nell’infrastruttura e delle relative garanzie bancarie. Può essere di supporto anche la sentenza TAR Lazio – Roma, Sez. II Bis – dell’ 8 settembre 2015 n. 110987 (soprannominata come sentenza NIMBY) in cui si riconosce che l’effetto NIMBY, nella sua ragionevole accezione di preoccupazione per la salute e l’ambiente, non è altro, in termini giuridici, che la concreta applicazione del Principio di Precauzione, per cui, facendo riferimento ad alcuni profili inerenti una nuova valutazione dell’interesse pubblico, costituiti dalla manifestazione da parte della popolazione di contrarietà alla realizzazione dell’opera e dall’interesse primario di rispondere ai bisogni manifestati dalla stessa popolazione, nell’esercizio del c.d. jus poenitendi, l’Amministrazione gode di ampia discrezionalità, deve ritenersi fondata e legittima la revoca di decisioni prese precedentemente.
Si potrebbe iniziare ad invitare al tavolo dell’Accordo tutte le amministrazioni comunali che subiranno gli effetti dell’impianto in questione (Carapelle, Stornara, Stornarella, Orta Nova, Ordona e Zapponeta), dal momento che i rispettivi centri abitati raggiungono distanze inferiori rispetto a Cerignola, Comune confinante, contrario all’impianto ed assolutamente interessato, in modo che possano far pesare la propria posizione in sede di decisione unanime prevista dal comma 4 dell’art. 34 di cui sopra; in secondo luogo, rigettando le richieste della Società, con riferimento alla riduzione dei livelli occupazionali (da 32 a 10) e del numero di anni del mantenimento degli stessi (da 10 a 5) comprese le garanzie bancarie. Poiché, seppur usufruisca dei benefici della Legge 134/2012, che non obbliga a restituire i contributi pubblici ottenuti con la nascita dell’impianto nella zona interessata dal Contratto d’Area, si ritenga di escludere ulteriori agevolazioni, venendo meno il fulcro delle ragioni per cui venivano elargiti finanziamenti pubblici a simili infrastrutture.

Ecco, se si aspetta dei suggerimenti su “dove iniziare” (parole Sue) per conseguire l’obiettivo, ambizioso ma realizzabile ed assolutamente necessario dei ‘Rifiuti Zero’, di cui si fregiava di avere nel proprio programma regionale, come detto pubblicamente nell’incontro con Rossano Ercolini a Lecce il 16 gennaio scorso, il progressivo spegnimento degli inceneritori in esercizio e la moratoria per tutti gli altri non ancora a regime, come il nostro, sarebbe un buon viatico, in grado di conferirle più credibilità e rispetto verso tutta quella comunità di cittadini che da anni invoca la protezione della salute e la gestione virtuosa dei rifiuti.

Tags: Borgo TressantiCerignolaEmma MarcegagliaMatteo Loguercio
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