La notte tra il 14 e il 15 agosto, in occasione della festa dell’Assunzione di Maria, le vie di Apricena si sono illuminate con i tradizionali “Tuselli”, altarini votivi attorno ai quali si intrecciano preghiera, convivialità e antiche danze popolari. Una tradizione che si rinnova anno dopo anno, capace di unire spiritualità e cultura popolare.
Il Tusello che racconta il passato
Tra i tanti allestimenti, a catturare l’attenzione di cittadini e turisti è stato quello realizzato da Ivano Villani, giovane del posto, che ha trasformato il suo Tusello in una fedele ricostruzione della vita contadina dei primi del Novecento.
L’opera ha riprodotto una tipica abitazione rurale dell’epoca: un’unica stanza che fungeva da cucina, camera da letto e spazio per accogliere anche gli animali. Un tuffo nel passato che ha emozionato i presenti, restituendo la memoria di un tempo in cui la quotidianità era scandita dalla semplicità e dal lavoro nei campi.
Tradizione, fede e comunità
I Tuselli di Apricena rappresentano un simbolo identitario forte per la città: piccoli altari addobbati con devozione, che diventano luoghi di incontro, preghiera e socialità. Attorno a queste strutture votive, infatti, si recitano rosari, si consumano pasti condivisi e si balla sulle note della musica popolare, in un mix di fede e tradizione che continua a rafforzare i legami comunitari.
L’edizione di quest’anno ha confermato il valore culturale e sociale di questa usanza, che non smette di sorprendere per la creatività e la passione con cui ogni Tusello viene preparato.















