Un episodio spiacevole, che ha lasciato l’amaro in bocca a un turista in vacanza a Vieste, è stato segnalato alla nostra redazione. Alessandro, sportivo abituato alla corsa mattutina, ha raccontato quanto accaduto il 12 agosto lungo il lungomare Enrico Mattei, nei pressi del Pizzomunno.
La corsa, la sete e il rifiuto
“Ero di ritorno dalla mia corsa, verso le 8.30 – spiega – e, considerate le temperature, avevo bisogno di bere. Mi sono fermato al lido L’Approdo e ho chiesto al titolare una bottiglia d’acqua. Inizialmente si è mostrato disponibile, ma appena ho detto che avrei pagato con carta ha cambiato atteggiamento, rifiutandosi di vendermela e invitandomi ad andare in un bar più avanti”.
Secondo il racconto del turista, la motivazione fornita dal titolare è stata che la cassa e il Pos erano spenti. “Una spiegazione che non mi convince – aggiunge – perché il Pos ha batterie e una base di ricarica veloce. Poco professionale. E pensare che, in alternativa, un bicchiere d’acqua della fontana sarebbe stato più che gradito, vista la situazione di difficoltà”.
“Così si abbassa la qualità dell’accoglienza”
Alessandro sottolinea come piccoli episodi possano incidere sull’immagine turistica di una località rinomata come Vieste: “Bisognerebbe fare un corso accelerato di accoglienza: così non va bene e abbassa la qualità che questa città non merita. Io stesso non porto monete durante la corsa per evitare il fastidioso tintinnio, ma non pensavo di trovarmi in una simile situazione”.
L’episodio si inserisce nel dibattito, mai sopito, sull’importanza di un’accoglienza turistica all’altezza delle aspettative, soprattutto in alta stagione, quando Vieste è meta di migliaia di visitatori italiani e stranieri.












