La macchina si è fermata. Niente slogan, nessun appuntamento pubblico, zero riunioni per le liste. Da tre mesi la campagna elettorale di Antonio Decaro come possibile presidente della Regione Puglia è congelata. E non riparte. Non per strategia, ma perché – al momento – Decaro non è il candidato ufficiale del centrosinistra. Nemmeno nelle ultime ore, quando sembrava vicino l’accordo – riporta Repubblica Bari -, il quadro si è sbloccato.
Il Partito democratico aveva inviato in Puglia Francesco Boccia per provare a mediare. Ma, nonostante i rapporti personali e politici con Decaro e con Michele Emiliano, il tentativo non ha riacceso il motore della candidatura. Decaro ha ribadito a Boccia e agli altri dirigenti del Pd di essere “felice e orgoglioso” del ruolo da europarlamentare, con 500mila preferenze raccolte, di cui quasi 200mila fuori regione e vorrebbe rispettare chi lo ha votato. Ha però chiarito che, per candidarsi a governatore, servono “possibilità e libertà di movimento” che la presenza di Emiliano e di Nichi Vendola in lista non garantirebbe.
Il nodo Emiliano-Vendola
Secondo Decaro, nessun ex presidente di Regione – da Stefano Bonaccini a Nicola Zingaretti fino a Vincenzo De Luca– ha scelto di candidarsi come consigliere dopo il mandato. Lo stesso Vendola si era fermato dopo due legislature. “Perché Emiliano oggi lo pretende?”, si chiede l’ex sindaco di Bari.
In pubblico, Decaro ha dichiarato: “Io sono innamorato di Vendola ed Emiliano”, ma a porte chiuse ha spiegato che non intende “portarsi sulle spalle 20 anni di Consiglio regionale”. Ogni decisione rischierebbe di essere misurata con le posizioni assunte dai due ex governatori, con il pericolo di bloccare l’azione politica. “Non è una presa di distanza”, precisa, ricordando come agli attacchi di Fratelli d’Italia (“Sei il figlio di Emiliano e Vendola”) abbia risposto: “È vero”. Ma ora rivendica il diritto “di prendere altre strade senza il controllo dei genitori”.
Ultimatum al partito e scenari politici
Il messaggio a via del Nazareno è netto: “Se ci sono loro, io non posso esserci. Scegliete un altro candidato e io sarò il primo a fare campagna elettorale”. Una posizione che complica i piani del centrosinistra, mentre il centrodestra attende di capire l’esito per calibrare le mosse: senza Decaro, la Puglia tornerebbe contendibile.
Nel frattempo Giuseppe Conte ha tentato di inserirsi nella partita, ponendo il veto su Emiliano e fingendo di sostenere Decaro, in un gioco che – secondo le ricostruzioni – in realtà non esiste. Avs, priva di un proprio candidato alle regionali autunnali, osserva con interesse: se Vendola non potrà correre come consigliere, potrebbe tornare in campo come candidato governatore. Uno scenario che aprirebbe tutt’altra partita.












