Il braccio di ferro tra Antonio Decaro e Michele Emiliano sulla candidatura alla presidenza della Regione Puglia potrebbe essere solo il preludio di un’altra frattura interna al centrosinistra. Come riporta Repubblica Bari, oltre alla partita sul nome del candidato, c’è infatti quella – delicatissima – delle liste, con la presenza di figure considerate ingombranti per un progetto che, secondo molti, dovrebbe essere improntato al rinnovamento.
Il caso Caracciolo e i veti interni
Il nome più discusso è quello di Filippo Caracciolo, ex capogruppo Pd in Consiglio regionale, allontanato dal partito dopo lo scandalo della falsa laurea della moglie. Portatore di voti nella Bat, ha dichiarato di non voler abbandonare la politica: “Non mi si può impedire di fare politica, sto ricevendo chiamate per essere protagonista nel centrosinistra”. Contrario alla linea dei veti di Decaro, Caracciolo ha anche attaccato il segretario regionale dem Domenico De Santis, accusandolo di voler imporre un “estraneo” nel suo collegio. Escluso dal Pd, il suo eventuale approdo in una lista civica creerebbe comunque frizioni con M5S e con parte dello stesso centrosinistra.
Mazzarano, Delli Noci e i ritorni possibili
Altra situazione delicata è quella di Michele Mazzarano, ex Pd, con una condanna definitiva per corruzione elettorale, che punta a ricandidarsi a Taranto. Nel Salento, invece, si guarda a Alessandro Delli Noci, ex assessore e coordinatore della lista civica Con, indagato a Lecce e dimessosi per evitare una richiesta d’arresto. Emiliano lo difende pubblicamente, convinto della sua innocenza, e non si esclude un suo ritorno, vista anche la sua popolarità. Una mossa che, però, potrebbe scompaginare gli equilibri con altri aspiranti nel collegio leccese, come Stefano Minerva, Loredana Capone e Sebastiano Leo.
Gli altri nodi e le tensioni locali
Non è più un problema per il centrosinistra Anita Maurodinoia, ex assessora pd ai Trasporti, coinvolta in un’inchiesta per voto di scambio e ora vicina a Noi Moderati, nel centrodestra. Ma resta il caso di Saverio Tammacco, consigliere regionale di Per la Puglia, già eletto nella civica di Raffaele Fitto e oggi in maggioranza con Emiliano. A Molfetta Pd e Avs gli contestano l’appoggio all’ex sindaco Tommaso Minervini, sospeso per un’inchiesta su corruzione e turbativa d’asta. Tammacco è estraneo all’indagine, ma la sinistra lo ritiene politicamente legato a una stagione amministrativa poco edificante.
In questo quadro, tra veti incrociati e candidature controverse, la corsa verso le regionali d’autunno rischia di essere segnata da divisioni profonde nel campo progressista, proprio mentre si tenta di costruire un’alleanza larga tra Pd, M5S e civiche.













