Torna di attualità il completamento della Regionale 1, la famigerata Pedesubappenninica che dovrebbe collegare il casello autostradale di Candela, sulla A16, a quello di Poggio Imperiale, sulla A14. 84 chilometri di strada a scorrimento veloce in grado di favorire la viabilità anche tra i vari centri dei Monti Dauni, riducendo l’isolamento. Ieri sera il responsabile unico del CIS Capitanata, Nicola Gatta, ha convocato a Troia i sindaci per condividere la definizione del tracciato che nel frattempo potrebbe subire qualche variazione. La provincia avrebbe optato per velocizzare i tempi, di puntare su un lotto funzionale in modo di arrivare a Lucera e quindi al casello di San Severo.
“Abbiamo una dotazione finanziaria importante di ben 132 milioni, occorrono altri finanziamenti per completare il tratto fino a Poggio, ma credo sia giunto il momento anche di condividere un nuovo tracciato, quello che arriverebbe fino a Lucera e di qui al casello di San Severo. Sarebbe una bella accelerata, ripeto, in attesa di nuovi fondi”.
Un progetto, questo, che taglierebbe fuori tutti i comuni a nord di Lucera, e che i sindaci del versante nord dei Monti Dauni non vogliono accettare. Chiedono il finanziamento dell’intera progettazione. “Non ha senso – dicono – la Pedesubappenninica nasce per entrare nei nostri comuni, non per bypassarli”.
Gatta ha preso atto della volontà dei sindaci e ribadisce che a questo punto è solo questione di volontà politica, e invita gli amministratori ad alzare la voce nei confronti del presidente della Provincia.
Il responsabile del CIS punta l’indice contro la provincia che tarda a mettere in sicurezza l’ultimo tratto dell’attuale pedesubappenninica che va da Deliceto a Bovino. “La competenza è esclusivamente della Provincia di Foggia. Nel 2022 quando ero presidente stanziai 5 milioni per asfaltare i 18 chilometri da Candela a Bovino, e a distanza di tre anni solo 2/3 sono stati completati. Occorre più concretezza”.












