Il silenzio da parte della Direzione Generale dell’ASL Foggia e dell’Amministratore Unico di Sanitaservice ASLFG dopo lo sciopero del 18 luglio è stato definito un “atto di chiusura e provocazione” dall’Unione Sindacale di Base (USB), che annuncia l’avvio di una nuova fase della mobilitazione dei lavoratori.
Secondo quanto dichiarato in un documento firmato dall’esecutivo USB Foggia e da Santo Mangia, il presidio di metà luglio, molto partecipato dai dipendenti, si era concluso con l’impegno da parte della direzione ASL a fornire risposte entro lunedì 21 luglio. Ma a due settimane di distanza – si legge nella nota – “non è giunta alcuna risposta, né dalla Direzione Generale né da Sanitaservice”.
Accuse di gestione opaca e premi distribuiti in modo discriminatorio
USB denuncia una gestione aziendale definita “padronale”, con forti criticità sul piano organizzativo, economico e della trasparenza. Tra i punti contestati:
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Una carenza cronica di personale, mai affrontata in modo strutturale.
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La gestione del CIA (Contratto Integrativo Aziendale): meno del 5% del personale percepirebbe oltre il 40% delle risorse disponibili, sulla base di criteri giudicati opachi e discriminatori.
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L’autorizzazione – da parte di tutte le sigle sindacali tranne l’USB – al ricorso ad agenzie interinali per il servizio 118, con l’ingresso di personale privo di esperienza e in alcuni casi con precedenti discutibili, che secondo USB “compromette la qualità e la sicurezza del servizio”.
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Trattamenti economici premiali e selettivi, concessi solo a lavoratori ritenuti “vicini” a specifiche sigle sindacali o alla dirigenza, a scapito della “stragrande maggioranza del personale”.
“Chi ha firmato contro lo sciopero ha attaccato i lavoratori”
Nel comunicato, USB critica duramente anche alcune organizzazioni sindacali che avrebbero sottoscritto un documento contro lo sciopero del 18 luglio. Un gesto definito “indegno” e più simile a quello “di un datore di lavoro autoritario che non di un sindacato”.
“Chi ha attaccato la protesta – si legge – ha colpito i lavoratori, non chi l’ha promossa. Evidentemente, alcune sigle si sentono più vicine alla proprietà che ai lavoratori stessi”.
Mobilitazione permanente, ma dialogo ancora possibile
Il sindacato USB rivendica di aver mantenuto un atteggiamento responsabile e costruttivo finora, tentando di avviare un confronto civile e aperto. Tuttavia, l’assenza di risposte – affermano – “ci costringe a reagire con forza”.
Dal 4 agosto, l’organizzazione ha avviato ufficialmente una nuova fase di mobilitazione, annunciando che le responsabilità di eventuali tensioni future ricadranno su chi “ha scelto di non rispondere”.
Nonostante ciò, l’USB ribadisce la disponibilità a riaprire il confronto, ma solo a condizione che sia “serio, immediato e definitivo”.











