È un grido d’allarme quello lanciato dall’ingegnere Antonio Palma, presidente dell’associazione Pro Lesina Marina, che ha diffuso una dura riflessione sul progressivo declino di Marina di Lesina, località turistica che, secondo lo stesso Palma, è stata lentamente “fatta morire” da decenni di inerzia amministrativa e decisioni sbagliate. A distanza di 45 anni dagli entusiasmi degli anni ’80, quando il territorio sembrava destinato a diventare un punto di riferimento per il turismo del Gargano, oggi ci si ritrova davanti a un paesaggio spento e silenzioso, privo di servizi e opportunità.
I fallimenti delle istituzioni
Secondo Palma, il Comune di Lesina e le autorità competenti avrebbero tradito le aspettative dei residenti e dei turisti. Dopo tavoli di confronto con Prefetto e sindaco, nel 2024, con proposte concrete per rilanciare Marina di Lesina, tutto si sarebbe arenato. Il prefetto è stato trasferito, mentre il nuovo non ha nemmeno esaminato la documentazione. Il sindaco, dopo aver promesso incontri mensili con le associazioni del territorio, ha smesso ogni forma di dialogo.
La chiusura della Gelateria E’Lite e l’assenza di vita
Un segnale simbolico e amaro è la scomparsa della Gelateria E’Lite, chiusa ormai da tre anni. Per Palma, la chiusura – arrivata dopo 40 anni di attività – ha lasciato un vuoto profondo. I locali pubblici di aggregazione sono scomparsi, non esistono più punti di ritrovo serali, e anche la minima attrazione turistica è svanita. A peggiorare il quadro, secondo l’ingegnere, ci sarebbe stato un atteggiamento passivo della Pubblica Amministrazione, che non avrebbe favorito in alcun modo la prosecuzione delle attività.
Nessun evento e solo strisce blu
A differenza del centro urbano di Lesina, nella frazione marina non è stata prevista alcuna attività ricreativa per l’estate. L’unico intervento “visibile”, secondo Palma, è stato quello delle strisce blu, che – a suo dire – hanno soltanto contribuito ad allontanare i pochi turisti rimasti. I parcheggi a pagamento sono infatti desolatamente vuoti.
I ritardi cronici e le opere incompiute
Non va meglio sul fronte dei servizi pubblici: la raccolta differenziata è partita con grave ritardo e ancora oggi presenta carenze; i lavori per il ponte verso Sabbie d’Oro, annunciati in consegna per agosto 2024, sono fermi ai piloni; il ponte in località Punta Pietre Nere, invece, non è mai stato avviato. Anche il Piano del commercio, che avrebbe dovuto regolare la turnazione dei negozi, non è stato realizzato, lasciando la zona priva di servizi essenziali.
Una località fantasma
Per Palma, Marina di Lesina è oggi una cittadina fantasma. La sera le strade sono vuote, le luci spente, e la paura di incontrare malintenzionati frena persino le passeggiate. Mancano turisti, ma soprattutto mancano i servizi di base per gli anziani e i residenti, costretti a raggiungere Lesina per qualsiasi necessità.
Il caso Acquedotto Pugliese e i costi insostenibili
La recente gestione dell’acqua e della fognatura passata all’Acquedotto Pugliese ha ulteriormente aggravato la situazione. I cittadini si sono trovati a dover ripartire da zero con nuovi contratti e pratiche burocratiche, con costi pubblici e privati destinati ad aumentare. Un passaggio che, secondo Palma, avrebbe dovuto essere gestito in modo più delicato e senza oneri per gli utenti.
L’appello finale
Nel concludere la sua lunga riflessione, Antonio Palma non risparmia un giudizio netto: “Marina di Lesina è stata fatta morire lentamente, per colpa di una mentalità retrograda”, denuncia, puntando il dito contro Comune e autorità provinciali. E lancia un appello ai proprietari di appartamenti e ai turisti: “Siamo gli unici a pagare tasse altissime per servizi inesistenti. Uniamoci e partecipiamo alle iniziative future per salvare ciò che resta della nostra Marina”.










