Nel mirino c’è ancora Maria Aida Episcopo, accusata di voler ricostruire la sua maggioranza al Comune di Foggia facendo ricorso a “transfughi” dell’opposizione, sacrificando le forze che avevano sostenuto la sua elezione. A lanciare l’affondo è il capogruppo di Italia del Meridione, Pasquale Cataneo, che dopo l’ultima seduta del Consiglio comunale, lo scorso 30 luglio, parla apertamente di “sostituzione” di consiglieri della coalizione originaria con altri “migranti politici” passati tra i banchi della maggioranza.
“Fuori IdM e Psi, dentro i transfughi”
Secondo Cataneo, la sindaca starebbe lavorando da tempo a una manovra che escluderebbe progressivamente IdM e Psi, partiti che avevano partecipato attivamente alla costruzione del progetto politico vincente alle amministrative. “Chi ha contribuito al risultato al primo turno – afferma – oggi viene rimpiazzato numericamente da transfughi itineranti e altri esperti in automedicazione politica”. Il riferimento, ironico e tagliente, è a chi ha abbandonato l’opposizione per approdare in maggioranza, nonostante l’elettorato avesse attribuito loro un ruolo ben diverso.
Accuse di “accreditamento personale” e logiche baricentriche
Cataneo parla di “lavoro sotterraneo” mirato alle elezioni regionali, fatto di “disinnesti e incastri” e guidato da una visione “monocratica”, distante anni luce dal messaggio politico lanciato in campagna elettorale con lo slogan “#tuttaunaltrastoria”. “L’irriconoscenza politica – accusa – si allarga anche nei confronti del consigliere Mancini. Insieme, in aula, abbiamo posto domande senza ricevere risposte su criteri e scelte della Giunta”.
“Scelte sbagliate, delibere ignorate e occasioni perse”
Il consigliere comunale di IdM ritorna su esperienze precedenti, paragonando l’attuale gestione a quanto accaduto nella seconda parte della consiliatura 2014-2019, con riferimento a AMIU Puglia, al ciclo dei rifiuti e al ciclo idrico. “Anche oggi – rimarca – si disattendono indirizzi di delibere approvate, si rinuncia a partecipare a bandi ministeriali che avrebbero portato milioni a Foggia. A Bari e Taranto sono arrivati 400 milioni, a Lecce 120, mentre Foggia fa un passo indietro”.
Secondo Cataneo, la città sarebbe penalizzata da una sindaca più interessata alle dinamiche politiche nazionali che alle esigenze del territorio: “Sembra impegnata solo per le regionali. Sta formando un ‘gruppo sindacale’ interno, accogliendo figure che in passato accusavano la città di ‘foggianesimo’. Ora ci si chiede se arriverà anche un terzo viandante…”.
“Settembre arriverà con i costi delle scelte fatte”
L’intervento si chiude con un’amara riflessione sui rischi per il futuro della città. “Ora è estate, tempo di vacanze, ma settembre poi verrà – conclude Cataneo – e senza il sole. Con i costi e le responsabilità delle scelte che l’amministrazione sta compiendo, che anziché ridurre i divari con le altre città pugliesi li stanno ampliando”.









