Si accende il confronto in vista delle elezioni per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Foggia, in programma in prima convocazione il 29 e 30 luglio, in modalità online. Due le liste in campo: una in continuità con il Consiglio uscente, l’altra – denominata “Architettura Aperta” – nata attorno all’architetto Rubino, esponente di opposizione nell’attuale consiliatura e promotore di una proposta incentrata su trasparenza, partecipazione e apertura all’innovazione.
La polemica sulla comunicazione e la volontà di reagire
Secondo quanto dichiarato dagli esponenti di Architettura Aperta, la comunicazione ufficiale delle elezioni è arrivata agli iscritti solo il 16 luglio, appena 13 giorni prima della consultazione. Nella nota ricevuta era incluso anche il modulo per presentare la propria candidatura. Una tempistica giudicata “inaspettata” e “laconicamente tardiva”, soprattutto a fronte di una lista riconducibile al Consiglio uscente che, sempre secondo Rubino, circolava già sui social con grafica e slogan.
“Siamo stati costretti a reagire a una gestione chiusa, che ha avvelenato i rapporti tra maggioranza e opposizione”, affermano i promotori della nuova lista. Da qui la decisione di candidarsi con un nome – Architettura Aperta – che rappresenta l’intento di trasformare l’Ordine in uno spazio accessibile, partecipato e propositivo, capace di dare risposte concrete ai colleghi e un contributo attivo al territorio.
Una visione per un Ordine che torni protagonista
Rubino e i dieci candidati che lo affiancano sottolineano con forza l’urgenza di un cambio di paradigma. “L’Ordine non ha avuto alcun ruolo – neppure consultivo – nel percorso di redazione del nuovo PUG del Comune di Foggia. Un’assenza grave, considerando il peso delle recenti scelte urbanistiche e architettoniche che hanno acceso il dibattito cittadino”.
La critica è netta: l’Ordine, a loro dire, è stato gestito come un’entità burocratica, priva di slancio, invece di farsi motore di confronto e crescita. “Il risultato? Un progressivo disinteresse degli iscritti, allontanati da logiche opache, ricorsi interni e mancanza di visione”, aggiunge Rubino.
Le proposte: coworking, tutoraggio, rete professionale
Nel programma di Architettura Aperta trovano spazio idee concrete: una sede dell’Ordine fruibile anche come coworking per i professionisti della provincia, tutoraggio per i giovani abilitati, condivisione delle competenze tra iscritti, incontri tematici tra tecnici comunali e apertura al dialogo con figure del mondo accademico, della cultura e dell’architettura nazionale.
L’obiettivo dichiarato è trasformare l’Ordine da luogo chiuso in catalizzatore di innovazione, al servizio della crescita professionale ed economica del territorio. “L’Ordine può e deve essere un volano per la valorizzazione delle competenze, per la creazione di una rete tra colleghi, per la costruzione di un’identità professionale riconosciuta e forte”, conclude Rubino.
Un voto che vale doppio
Il voto degli iscritti, atteso a fine luglio, assume un significato che va oltre la semplice designazione di un nuovo Consiglio. Rappresenta una scelta tra continuità e rinnovamento, tra gestione e partecipazione. E se da un lato c’è chi punta sull’esperienza dell’attuale governance, dall’altro c’è chi chiede un radicale cambio di rotta, per un Ordine più vicino ai suoi iscritti e più incisivo nel dibattito urbanistico e culturale della provincia di Foggia.









