Un appello corale, urgente e diretto, è stato lanciato da un vasto fronte di realtà sociali, ambientaliste, religiose e civili del territorio di Manfredonia e del Gargano. A preoccupare sono gli incendi devastanti che negli ultimi giorni hanno colpito le aree protette dell’Oasi Lago Salso e della Palude Frattarolo, mettendo in serio pericolo vite umane e beni ambientali di valore inestimabile. Una vera e propria emergenza, che ha spinto i firmatari a inviare una richiesta formale a una lunga lista di autorità militari e politiche, tra cui il comandante del 32° Stormo di Amendola, il ministero della Difesa, l’Aeronautica Militare, il governo e la Regione Puglia.
“Una minaccia che va oltre la criminalità ordinaria”
Nel documento, sottoscritto anche dall’arcivescovo Franco Moscone, dalla presidente della Casa Salute e Ambiente Maria Rosa Porcu, e dai referenti regionali di LIPU, Italia Nostra, Fareambiente, nonché da numerose altre associazioni e professionisti del territorio, si denuncia “una situazione gravissima di distruzione di beni ambientali di pregio e di pericolo per intere comunità”. Si invoca un’azione urgente e straordinaria: “Gli attacchi sistematici di questi giorni configurano una minaccia che va oltre la criminalità ordinaria e richiedono una risposta proporzionata alla gravità del fenomeno”.
Si punta sul presidio militare di Amendola
I firmatari chiedono l’impiego degli asset militari del Distretto di Amendola per garantire una sorveglianza aerea continua, ritenuta l’unico metodo efficace per proteggere vaste aree naturali da minacce persistenti. “La nostra proposta è tecnicamente solida, giuridicamente fattibile e operativamente immediata”, si legge nella nota inviata anche ai ministri Guido Crosetto, Antonio Tajani, Matteo Piantedosi, Gilberto Pichetto Fratin, alla Regione Puglia e al sindaco di Manfredonia Domenico La Marca.
Il fronte delle associazioni unito per il territorio
Oltre 30 sigle hanno sottoscritto il documento, tra cui Italia Nostra, Lions Club, Rotary Club, Slow Food, CittadinanzAttiva, il Touring Club Italiano, movimenti civici come le Magliette Bianche e gruppi ambientalisti come il Centro Cultura del Mare. L’appello si conclude con un messaggio chiaro: “Confidiamo nella sensibilità e disponibilità degli interlocutori militari e politici. Non possiamo restare inermi davanti alla distruzione del nostro patrimonio naturale. Difendere il Gargano oggi significa proteggere il nostro futuro”.










