È iniziata con un successo travolgente l’edizione viestana del Libro Possibile, la kermesse di letteratura, politica e attualità che ogni anno trasforma la “perla del Gargano” in uno dei cuori pulsanti della cultura italiana. Migliaia le presenze tra incontri, lectio magistralis e firma copie, in una manifestazione che conferma Vieste come crocevia privilegiato del dibattito contemporaneo.
Ideato a Polignano da Rossella Santoro, il festival ha portato tra i vicoli, le terrazze e le spiagge di Vieste una parata di intellettuali e ospiti internazionali che hanno trasformato la città in un laboratorio di riflessione, bellezza e impegno civile.
Una città che legge e riflette
A sottolineare il valore della manifestazione è stata l’assessora alla Cultura e al Turismo Graziamaria Starace: “Questa è sempre stata una settimana da tutto esaurito, ma con il Libro Possibile è cambiato il target: ora c’è chi sceglie questi giorni non solo per il mare, ma per arricchire la propria mente e il proprio spirito. Vieste vuole entrare nel grande dibattito culturale del Mediterraneo, e lo fa con una visione forte, che abbraccia i temi più urgenti come la guerra e i diritti negati nei regimi teocratici”.
Ospiti internazionali e messaggi potenti
L’apertura della seconda tappa del festival ha visto sul palco Björn Larsson, autore svedese e navigatore delle anime, che ha guidato il pubblico in un viaggio fatto di trasporti, ironia e filosofia, tra riflessioni sull’identità e la libertà. Poi è toccato ad Azar Nafisi, voce coraggiosa della diaspora iraniana, che ha ricordato quanto “leggere sia un atto politico e pericoloso”, specialmente in contesti in cui la libertà è una colpa.
Recalcati e la “vita chiusa”: il confine come malattia
A catalizzare l’attenzione della platea di Marina Piccola è stato però Massimo Recalcati, psichiatra e scrittore, con una lectio magistralis dal titolo “Vita aperta, vita chiusa”. In un crescendo di intensità, Recalcati ha esplorato l’ambivalenza dell’animo umano, dilaniato tra il desiderio di libertà – simboleggiato da Ulisse – e la paura che porta a scegliere la sicurezza delle catene. “Ci sono coppie infelici che non si separano, persone che scelgono la prigione al posto del mare aperto. Abbiamo paura della libertà”.
“Anche nella Bibbia – ha proseguito – il popolo liberato da Mosè chiede di tornare in Egitto. Ognuno di noi ha il suo Egitto: quella zona d’ombra che ama le catene. Il problema non è solo chi ha subito il fascismo, ma chi l’ha desiderato. Le masse hanno desiderato il padrone”.
Recalcati ha poi parlato di Vieste come città di confine, spiegando che il confine sano è quello che permette lo scambio. “Quando diventa muro, si ammala. E il mondo di oggi è pieno di muri”.
Il disagio giovanile e il bisogno di sogni
Nel finale, un riferimento al disagio delle nuove generazioni: “A Milano i ragazzi si chiudono in casa, difendono il confine perché hanno paura della vita. Gesù dice a Pietro: vieni fuori, cammina. Ecco, questo è il nostro compito di adulti: insegnare ai giovani che si può ancora custodire un sogno, che il desiderio è possibile”.
Il Libro Possibile a Vieste si conferma così non solo come un evento turistico di prestigio, ma come una bussola culturale e civile, capace di far riflettere e sognare in uno dei luoghi più belli d’Italia.











