Fratelli d’Italia affonda il colpo sul caso che ha travolto Lucia Aprile, vicesindaca di Foggia, dopo la vicenda dell’affidamento per l’arredo urbano alla cooperativa Servitalia, di cui è socia la sorella gemella. Società che ha poi rinunciato all’appalto dopo la bagarre politica e l’eco mediatica. A scatenare la reazione del partito di centrodestra è la sequenza temporale e amministrativa che ha portato all’assegnazione dell’incarico, definita “una grottesca situazione politico-amministrativa” e bollata come “opera d’arte” per il tempismo degli atti e l’importo “leggermente sotto soglia”.
A parlare, in una nota congiunta, sono Daria Cascarano, coordinatrice cittadina di Fratelli d’Italia, e Bruno Longo, dirigente del partito, che accusano l’intera giunta comunale di essere a conoscenza della procedura e di aver lasciato che la vicenda ricadesse interamente sulla figura della vicesindaca.
“Giunta connivente, non potevano non sapere”
Per FdI, l’esecutivo guidato dalla sindaca Maria Aida Episcopo non poteva ignorare quanto stava accadendo. Il riferimento è anche a un’inaugurazione prevista per giovedì 24 luglio in piazza Sant’Eligio, dove parte dell’arredo urbano oggetto dell’affidamento sarebbe stata destinata. “È evidente che l’esecutivo sapesse, altrimenti mai e poi mai poteva consumarsi un iter così azzardato”, affermano Cascarano e Longo.
Durissimo il giudizio sul tentativo, secondo i due esponenti, di scaricare ogni responsabilità sui dirigenti comunali: “Dare la colpa al funzionario incaricato è una formidabile vigliaccata. Nessun Rup avrebbe mai corso un rischio del genere senza una copertura politica”.
“Ipocrisia e silenzi, ora tutti dicano la verità”
Fratelli d’Italia definisce “ipocrita” la linea di difesa che separa la politica dalla procedura amministrativa. “Chi sostiene che trattasi di una determina dirigenziale per cui la parte politica non poteva sapere nulla, mente, e sa di mentire”.
A finire nel mirino è anche il comportamento social della sindaca Episcopo, giudicato contraddittorio. “Interviene pubblicamente anche sulla cacca dei piccioni, ma su un caso politico così grave resta in silenzio, arrampicandosi sugli specchi per evitare le dimissioni della Aprile”.
“Dimissioni per tutti, non solo per Aprile”
Infine, l’accusa più pesante: “Se deve dimettersi Lucia Aprile, devono farlo anche tutti quelli che sapevano, in primis la sindaca Episcopo, capo dell’amministrazione”, afferma il partito, che chiede di far cadere “le maschere” e pretende che la giunta dica “la verità sul caso Aprile”.
Conclude il comunicato: “Non aspettiamo che intervengano le autorità giudiziarie. La città merita verità e responsabilità, non ipocrisia e silenzi”.










