La tensione è palpabile nel centrosinistra pugliese, stretto in un conflitto latente tra il presidente uscente Michele Emiliano e l’eurodeputato Antonio Decaro, entrambi protagonisti – e al tempo stesso antagonisti – del complicato scenario in vista delle prossime elezioni regionali. A raccontare le ultime evoluzioni è La Gazzetta del Mezzogiorno, che delinea un quadro teso, fatto di schermaglie a distanza, malumori sotterranei e tentativi di mediazione che, al momento, non sembrano ancora in grado di produrre un’intesa.
Le battute tra padre e “figlio inflazionato”
Il confronto è ormai pubblico. Dopo l’uscita di Decaro a Polignano – “Io figlio? I figli di Emiliano sono un po’ inflazionati” – è arrivata la replica, pungente ma controllata, del governatore: “I padri i figli se li devono tenere come sono. Come vengono, vengono”. Una risposta che chiarisce come tra i due non sia tornato il sereno, ma nemmeno si sia aperto un vero conflitto frontale. Tuttavia, sui social e tra i dirigenti, si è aperto un vero “referendum” interno, con tifoserie e pontieri a confronto.
“Bisogna evitare il gioco della torre: buttiamo giù Emiliano o Decaro“, avverte una fonte del Pd citata dal quotidiano, auspicando una ricomposizione. Una mediazione che tenga conto del diritto di Emiliano a candidarsi per rappresentare una soggettività politica ancora forte e della legittima aspirazione di Decaro a incarnare il rinnovamento.
I nodi politici: da Vendola al peso delle defezioni
Secondo alcune ricostruzioni, Decaro avrebbe dato in passato il via libera a una candidatura di Emiliano “come frate semplice”, ma oggi ritiene insostenibile una campagna elettorale che includa anche l’ex governatore Nichi Vendola. Dall’altro lato, c’è chi ritiene che l’apporto elettorale di Emiliano, soprattutto nel Barese, potrebbe essere cruciale per fronteggiare le numerose defezioni registrate negli ultimi mesi: Delli Noci, Caracciolo, Maurodinoia, Pisicchio, Cassano.
E mentre la base è divisa, spunta anche l’appello aperto del consigliere regionale Sergio Blasi, intervenuto alla Festa dell’Unità di Campi Salentina, con il deputato emilianista Claudio Stefanazzi in prima fila: “Decaro, sciogli i dubbi e candidati. Emiliano, fai un regalo ai pugliesi: non ti candidare“.
Mediazioni e scenari futuri
Sul tavolo c’è anche un’opzione di mediazione romana, secondo la Gazzetta, con rassicurazioni arrivate a Emiliano circa un ruolo politico di primo piano in vista delle politiche del 2027, lasciando aperta la questione della candidatura regionale. Non si esclude nemmeno un passo indietro unilaterale del governatore, amareggiato per il clima ostile e impegnato sul fronte della vertenza Ilva, che resta una priorità per l’occupazione e lo sviluppo industriale del Mezzogiorno.
I movimenti nel sottobosco dei consiglieri
Nel frattempo, civici e consiglieri regionali si muovono con cautela. È il caso di Saverio Tammacco, che – secondo indiscrezioni – starebbe cercando da giorni un incontro con Decaro senza successo, e potrebbe rivalutare un ritorno nel centrodestra, forte di un consenso personale da quasi 13mila preferenze.
Il rischio è che il Pd finisca per dover scegliere tra rinnovamento e continuità, con la possibilità di spaccare il fronte progressista. A meno che, come auspica qualcuno dal Lungomare, non si trovi il modo di “favorire un dialogo tra i due protagonisti” prima che il clima da resa dei conti diventi irreversibile.












