“Non ci credo che Michele Emiliano abbia usato il termine ‘disumano’ nei miei confronti”. Così Antonio Decaro, presidente della Commissione Ambiente del Parlamento Europeo, ha risposto alle polemiche che agitano il centrosinistra pugliese, durante la presentazione del suo libro “Vicino. Fare politica assieme alle persone” (Solferino Editore, 192 pagine, 17 euro), svoltasi ieri sera a Bari.
L’incontro, moderato dalla giornalista Selvaggia Lucarelli, è stato l’occasione per ripercorrere il senso della politica secondo Decaro, tra storie quotidiane, riflessioni e aneddoti. Un racconto personale e pubblico, che – come evidenzia La Gazzetta del Mezzogiorno – si fonda su un’idea semplice ma potente: la politica come vicinanza, ascolto, presenza. “Non ho mai fatto politica da talk show – scrive Decaro – ma per strada, tra la gente, prendendomi anche le contestazioni”.
L’altalena che avvicina due donne e l’inseguimento della madre
Tra i tanti episodi riportati nel volume, c’è quello di un piccolo giardino urbano costruito con fondi europei, dove due donne, pur abitando nello stesso stabile da quindici anni, si sono conosciute per la prima volta grazie alla presenza di un’altalena. Una metafora dell’incontro possibile, di una politica che crea relazioni reali.
Un altro aneddoto riguarda il 2014, quando Decaro accettò la candidatura a sindaco di Bari solo dopo essere stato rincorso dalla madre per le strade di Torre a Mare: “Volevo spiegare che la politica non è un mestiere astratto, ma uno in cui ti sporchi le mani e le scarpe, come mi è capitato spesso, stando in mezzo alla gente”.
Regionali, Europa e trasporti: le frecciate e le attese
Impossibile evitare i riferimenti all’attualità politica. Alla domanda se si senta “figlio di Emiliano”, Decaro ha replicato con ironia: “La figura del figlio di Emiliano è un po’ inflazionata in questo momento, ma fratello minore sì, dai”. Poi, però, ha preso le distanze da alcuni progetti dell’attuale governatore e dell’ex presidente Nichi Vendola, che puntano al Consiglio regionale: “Non ci sono decisioni da prendere. Quando sarà il momento, valuterò e farò le mie valutazioni. Il 16 luglio sarà passato un anno dalla mia elezione al Parlamento europeo, mi sto impegnando a fondo, ascolterò i cittadini, tenendo conto dei 500mila elettori che mi hanno votato”.
Sollecitato da Lucarelli, Decaro ha puntato il dito anche sul divario infrastrutturale tra Nord e Sud: “Ma perché c’è un treno ogni 15 minuti tra Firenze e Roma, e invece tra Roma e Bari ci sono treni ogni 3-4 ore?”.
Dazi, big tech e Mercosur
Infine, da presidente della Commissione Ambiente dell’Europarlamento, Decaro ha affrontato anche i temi economici più ampi, soffermandosi sulla necessità di rispondere ai dazi con nuove strategie commerciali: “Non so se ci saranno delle contromisure ai dazi, ma un’idea può essere quella di tassare le big tech che non sono mai state tassate in Europa”.
Secondo Decaro, l’Europa deve guardare oltre l’Atlantico: “Per noi è aprire nuovi mercati. Il Mercosur sarà la prima prova. Creare relazioni con Paesi come l’Argentina, il Brasile, poter commercializzare con loro, creare regole condivise sarà un primo esempio di apertura. Poi ci sarà la Cina, l’India, i Paesi in via di sviluppo. Non dobbiamo restare fermi rispetto alle azioni da parte degli Stati Uniti”.
Un racconto, quello di Decaro, che alterna passato e futuro, politica di prossimità e visione europea, con un filo rosso costante: essere “vicino”, come recita il titolo del libro, a chi la politica la vive ogni giorno.












