Una testimonianza di speranza e riconoscenza arriva dall’ospedale “Masselli-Mascia” di San Severo, dove il 1° luglio si è compiuto il traguardo tanto atteso per un paziente in dialisi: il trapianto renale. Un momento che per una famiglia del territorio segna non solo la fine di un lungo percorso di cure, ma anche un nuovo inizio carico di fiducia.
Un percorso di cura attento e costante
Il paziente, seguito dal centro di dialisi dell’ospedale sanseverese, ha potuto finalmente sottoporsi al trapianto grazie a un’attenta gestione clinica e a un lavoro di squadra meticoloso e continuo. Il centro, diretto da Mimmo Vigilante, ha seguito il caso con rigore medico ma anche con un’attenzione particolare alla componente umana.
Dal 2023 ad oggi, sono ben 14 i pazienti assistiti dal reparto di Nefrologia e Dialisi che hanno potuto accedere al trapianto renale, segno dell’efficacia e della qualità dell’intero percorso sanitario offerto dall’ospedale. Numeri che parlano chiaro e testimoniano un modello organizzativo che funziona e fa scuola.
Il ruolo chiave della referente trapianti
Tra le figure più preziose nel cammino verso il trapianto c’è senza dubbio Anna Maria Damone, referente della lista trapianti, la cui dedizione e competenza sono state ritenute fondamentali dalla famiglia del paziente. Ha seguito tutte le fasi dell’iter con “grande disponibilità, dedizione e competenza”, accompagnando il malato con attenzione non solo clinica ma anche emotiva.
La famiglia ha voluto sottolineare quanto la presenza e la sensibilità della dottoressa abbiano inciso in modo positivo sull’intero percorso, contribuendo ad affrontare momenti difficili con maggiore forza e serenità.
Il cuore pulsante del centro dialisi
Ma a fare la differenza, come spesso accade, è il lavoro quotidiano di chi è sempre al fianco dei pazienti. Medici, infermieri e operatori sanitari del centro dialisi hanno garantito un’assistenza continua fatta di cura, ascolto e vicinanza. Gli infermieri, in particolare, sono stati descritti come figure fondamentali, capaci di “sostenere e incoraggiare” anche nei momenti più duri del trattamento.
La famiglia ha voluto rimarcare come, grazie a loro, il proprio caro abbia potuto affrontare con coraggio il lungo periodo di dialisi, sentendosi supportato e mai abbandonato.
L’unione di competenza e umanità
“Abbiamo vissuto momenti di preoccupazione, ma anche di grande fiducia”, scrive la famiglia in una lettera aperta, che vuole essere un tributo sincero a chi lavora quotidianamente per restituire la speranza. La loro esperienza testimonia come un’equipe coesa, competente e umana possa davvero fare la differenza nella vita dei pazienti.
Una storia di buona sanità, in cui professionalità e sensibilità si intrecciano per restituire la cosa più preziosa: la possibilità di guardare al futuro.












