Una condanna senza sconti, quella pronunciata dal consigliere comunale Antonio De Sabato, portavoce di Progetto Concittadino, che rompe il silenzio sulle ultime iniziative messe in campo dalla Lega a Foggia. Dalla visita del generale Roberto Vannacci alla passeggiata notturna nel quartiere Ferrovia. De Sabato parla di “triste teatrino elettorale” e di “strumentalizzazione del disagio urbano”.
“Un partito nato sull’odio per il Mezzogiorno”
“Ho atteso prima di intervenire pubblicamente perché non è semplice mantenere un tono equilibrato quando in mezzo c’è la Lega – ha dichiarato De Sabato – soprattutto qui a Foggia, dove il passato e il presente del Carroccio gridano vendetta per chiunque abbia un minimo di memoria”.
Il consigliere ricorda le radici secessioniste del partito e parla senza mezzi termini di “partito razzista”, che negli anni avrebbe solo cambiato bersaglio “passando dai meridionali agli extracomunitari per semplice calcolo elettorale”.
Vannacci, la stazione, e i problemi reali
Nel mirino anche la recente visita del generale Vannacci, “venuto a sventolare dichiarazioni omofobe talmente aberranti da mettere in imbarazzo perfino l’Arma dei Carabinieri”. E non risparmia critiche nemmeno alla passeggiata notturna nel quartiere ferrovia: “Una sceneggiata, una grottesca tragicommedia costruita per le telecamere”.
“Non è politica, è sciacallaggio – affonda De Sabato – È usare la povertà e la rabbia dei più fragili come carburante per la propaganda. Se davvero si volesse agire, si porterebbe Salvini alla stazione, non al bar. Si chiederebbero più agenti, più risorse, si metterebbero in discussione leggi sbagliate come la Bossi-Fini, che sono figli proprio di quella destra che oggi pretende di risolvere i problemi che ha contribuito a creare”.
“Noi non taceremo: saremo presenti e vigili”
Nel suo affondo, De Sabato critica anche l’inadeguatezza del Decreto Flussi, definito “un’arma spuntata” se non viene legato alle esigenze reali delle comunità locali. “Ma su tutto – aggiunge – domina il vuoto di senso di una politica che preferisce i riflettori alle soluzioni. Come direbbe Vasco: questa storia un senso non ce l’ha”.
La chiusura è una promessa di vigilanza e opposizione: “Noi non resteremo in silenzio. Saremo presenti, vigili e pronti a smascherare ogni tentativo di strumentalizzare la dignità delle persone per un pugno di voti”.










