È polemica a Trinitapoli per lo spettacolo “Ieri, oggi e domani – Viaggio attraverso i motori”, manifestazione patrocinata dall’amministrazione comunale e finita nel mirino dell’opinione pubblica per un’esibizione ritenuta inopportuna e offensiva. A generare clamore è stato un momento dello show che ha visto protagoniste alcune ragazze impegnate in un “sexy car wash”, con abiti succinti, pose ammiccanti e moto di grossa cilindrata sullo sfondo, in pieno centro cittadino. Un vecchio cliché.
Una scena che ha suscitato indignazione e sconcerto, soprattutto perché l’evento era stato promosso con finalità culturali e turistiche, senza alcun riferimento – almeno nei documenti ufficiali – a simili contenuti. Il Comune di Trinitapoli non solo aveva concesso il patrocinio, ma aveva anche coperto alcune spese tecniche come il consumo di corrente e l’occupazione del suolo pubblico.
La bufera sui social e le reazioni politiche
A dare risalto nazionale alla vicenda è stato anche un video pubblicato dal comico Pinuccio, che ha rilanciato ironicamente le immagini sui suoi canali social, contribuendo alla diffusione del caso ben oltre i confini locali.
Sul piano politico, le critiche più dure arrivano dalle opposizioni, in particolare dal gruppo consiliare “Trinitapoli Buona Politica”, che ha parlato apertamente di “scivolone istituzionale” e ha chiesto le dimissioni dell’assessore agli eventi, Giovanni Landriscina, accusando l’amministrazione comunale di superficialità, mancanza di vigilanza e incoerenza con i valori promossi dall’Ente.
Le scuse del Comune: “Ci dissociamo, non era previsto”
Travolta dalla polemica, l’amministrazione comunale ha diffuso una nota ufficiale in cui si è detta estranea a quanto accaduto: “L’esibizione in questione non era prevista nel programma presentato dagli organizzatori e non rispecchia in alcun modo i contenuti per cui era stato concesso il patrocinio”.
Il Comune ha annunciato inoltre di riservarsi ogni azione a tutela dell’immagine dell’Ente, sottolineando che verranno effettuate verifiche per accertare le responsabilità e scongiurare episodi simili in futuro.
L’intera vicenda ha acceso un acceso dibattito in città, tra chi difende la libertà artistica e chi denuncia un grave scivolone istituzionale. Intanto, il nome di Trinitapoli continua a rimbalzare online, ma non per motivi culturali o turistici, come auspicato dagli organizzatori.











