Si è tenuto nella mattinata di mercoledì 19 giugno, a Grottaglie, un sit-in organizzato dal Sindacato Autonomo di Polizia (SAP) per esprimere vicinanza e solidarietà ai colleghi recentemente indagati in seguito alla cattura dei presunti responsabili della morte di Carlo Legrottaglie, fratello di un agente.
La manifestazione si è svolta davanti al Commissariato di Polizia e ha visto la partecipazione di una delegazione della Segreteria provinciale del SAP di Foggia, affiancata dal segretario generale nazionale Stefano Paoloni e da rappresentanze sindacali della Puglia e della Basilicata.
“Un atto di garanzia, ma servono tutele”
Nel comunicato diffuso dal sindacato si evidenzia come l’iscrizione nel registro degli indagati rappresenti un atto di garanzia che consente agli agenti di partecipare a tutte le fasi del procedimento giudiziario. Tuttavia, si sottolinea anche che i colleghi dovranno affrontare le udienze “a loro spese e con i propri avvocati”, con il rischio di vedere la propria carriera sospesa o bloccata.
“Non si contesta la magistratura, ma è tempo di cambiare la norma”
Il SAP precisa che nessuno intende contestare l’operato della magistratura, “che applica la legge”, ma chiede un cambio normativo per tutelare maggiormente gli operatori delle forze dell’ordine. In particolare, si propone l’introduzione di una “norma di legge che eviti l’avviso di garanzia automatico quando sussistano cause di giustificazione del reato”, come la legittima difesa, l’uso proporzionato delle armi e l’adempimento del dovere.
“Non lasciamo soli i nostri agenti”
“Il Paese – si legge nella nota firmata dal segretario provinciale Giuseppe Vigilante – deve essere grato ai colleghi che ogni giorno rischiano la vita per assicurare alla giustizia criminali pericolosi. Chi fa il proprio dovere non può e non deve essere messo sotto processo.”
Il sit-in ha rappresentato un momento di coesione e denuncia, volto a chiedere maggiore attenzione legislativa per garantire strumenti e tutele a chi è chiamato quotidianamente a difendere la sicurezza pubblica.








