Il ritorno in campo di Nichi Vendola è più di un’ipotesi e agita profondamente gli equilibri interni alla coalizione di centrosinistra in Puglia, proprio mentre si prepara la volata verso le elezioni regionali, che con ogni probabilità si terranno tra settembre e novembre. Ma l’incertezza sulla data è solo uno degli elementi di fibrillazione: lo scenario più preoccupante, in casa Pd, riguarda la possibile presenza di due ex presidenti nel prossimo Consiglio regionale, l’uno all’opposizione dell’altro.
Come scrive oggi la Repubblica Bari, Antonio Decaro, ex sindaco di Bari e ora europarlamentare del Partito Democratico, non nasconde la propria insofferenza. Il timore è che l’eventuale candidatura del fondatore di Sinistra Ecologia Libertà possa trasformarsi in un fattore di instabilità, mettendo in ombra la sua discesa in campo e pregiudicando l’idea di un centrosinistra coeso.
L’incognita di due ex in aula
Le tensioni sono già esplose nei giorni scorsi, con Michele Emiliano che ha attaccato frontalmente il suo predecessore: “Abbiamo preso una Regione in ginocchio”, ha detto il governatore uscente. Immediata la replica di Vendola, che ha ribattuto sul terreno del trasformismo politico e della cosiddetta “transumanza” di consiglieri da destra a sinistra, sottolineando come l’“emilianismo” abbia sacrificato valori e coerenza sull’altare del potere.
A intervenire nel dibattito è stato anche Angelo Bonelli, portavoce di Europa Verde e leader nazionale dell’Alleanza Verdi Sinistra, che ha criticato l’idea di una campagna elettorale polarizzata tra due ex presidenti. Secondo Bonelli, sarebbe un modo per sviare l’attenzione dalle responsabilità attuali e dalla necessità di affrontare problemi concreti come la giustizia ambientale e la crisi climatica.

Decaro, una candidatura in attesa
Nel frattempo, Decaro resta in silenzio, almeno fino a quando non sarà ufficializzata la data delle elezioni. E nella sua veste di presidente della commissione Ambiente del Parlamento europeo continua ad accumulare profilo istituzionale sui temi green, sollevando anche alcune perplessità nel campo ambientalista per il consumo di suolo registrato durante il suo mandato da sindaco di Bari. Nonostante ciò, proprio la sua attenzione ai dossier europei sull’ecologia gli ha garantito la benevolenza di Bonelli, in cerca di un interlocutore credibile nel centrosinistra.
Ma l’ipotesi di avere Vendola in Consiglio regionale non lo lascia affatto tranquillo. Il rischio è quello di una campagna elettorale lacerata, che trasformerebbe l’esperienza di governo in una continua mediazione tra l’eredità di Emiliano e l’opposizione interna rappresentata dallo stesso Vendola. Uno scenario che comprometterebbe la narrazione di una nuova leadership, facendo apparire Decaro come un “governatore dimezzato”, sottoposto alla pressione di due figure politicamente e mediaticamente ingombranti.
Dentro il Pd si prova a mediare
In tutto questo, a tenere il campo è anche il dibattito interno ai partiti. Nel Partito Democratico non sono mancati gli appelli alla moderazione, in particolare dal segretario regionale Domenico De Santis, che ha chiesto ad Emiliano di abbassare i toni, soprattutto nei confronti di Vendola e del Movimento 5 Stelle. La linea ufficiale resta quella del “testardamente unitari”, come ha ribadito la segretaria nazionale Elly Schlein.
Ma anche in Avs il dibattito è acceso: se da un lato si pone la questione della parità di trattamento tra Emiliano e Vendola, dall’altro – in particolare nell’area dei Verdi – c’è chi continua a contestare l’ex governatore, soprattutto per la sua gestione dell’ex Ilva a Taranto, tema mai digerito dalla base ecologista.
Tra ambizioni, veti incrociati e il rischio di un regolamento di conti tutto interno al centrosinistra, l’avvicinarsi della scadenza elettorale sta già trasformando la partita pugliese in uno dei banchi di prova più complessi per l’alleanza progressista.













