• Contatti
giovedì 4 Giugno 2026
No Result
View All Result
l'Immediato
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere
No Result
View All Result
l'Immediato
No Result
View All Result

Home - “L’agguato a Sinesi fu opera di Scirpoli, Mario Romito e Ricucci Fic secc”. Pentito inguaia il clan garganico

“L’agguato a Sinesi fu opera di Scirpoli, Mario Romito e Ricucci Fic secc”. Pentito inguaia il clan garganico

Il boss della “Società foggiana” sfuggì alla morte nel 2016 con la figlia e il nipote: emergono nuovi retroscena grazie alle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia della mafia garganica

Di Redazione
3 Aprile 2025
in Gargano, Immediato TV, Inchieste
Condividi su FacebookCondividi su Twitter

Nuove rivelazioni riaprono scenari inediti sull’agguato mafioso del 6 settembre 2016 a Roberto Sinesi, storico boss della “Società foggiana” detto “lo zio”, ferito in un attentato armato nel quartiere Candelaro di Foggia mentre era in auto con la figlia e il nipotino di 4 anni. A parlare è Matteo Pettinicchio, 40 anni, originario di Monte Sant’Angelo e primo collaboratore di giustizia del clan Li Bergolis-Miucci, attivo nel cuore del Gargano. Le dichiarazioni dell’ex braccio destro del boss Enzo Miucci alias “U’ Criatur”, rese alla Dda di Bari il 5 marzo e depositate nell’ultima udienza del processo in corso contro Giuseppe Albanese, “Prnion”, foggiano di 45 anni e presunto killer del clan Moretti-Pellegrino-Lanza, ribaltano la ricostruzione fatta finora dalla procura.

“A sparare a Sinesi fu il gruppo Romito”

Secondo Pettinicchio, il commando responsabile dell’agguato a Roberto Sinesi non sarebbe stato composto da esponenti foggiani, bensì da membri dell’ex clan Romito, oggi Lombardi-Scirpoli-Raduano, rivale storico dei Li Bergolis e dello stesso Sinesi. “Lo zio” e i montanari sono storici alleati. A compiere materialmente il tentato omicidio – riferisce Pettinicchio – sarebbero stati Mario Luciano Romito, Pasquale Ricucci detto “Fic secc” e Francesco Scirpoli alias “Il lungo”. I primi due morti ammazzati, il terzo detenuto. “A raccontarmi in carcere come andò è stato un nostro uomo – ha detto Pettinicchio – che portò le armi. Romito guidava la macchina e sparò con la pistola, Ricucci era al suo fianco, Scirpoli dietro con un mitra che si inceppò”.

Il pentito ha riferito che il gruppo usò anche un fucile, poi non impiegato, e che l’obiettivo designato era solo Sinesi. La presenza del bambino in auto avrebbe frenato il fuoco del commando. “Ricucci si lamentò: ci hanno fatto la chiamata senza dirci che c’era il bambino. Se l’è scappottata”, avrebbe detto, usando un’espressione tipica della criminalità garganica.

Matteo Pettinicchio

Il tentato omicidio e il processo ad Albanese

Nell’agguato, tre o quattro sicari a bordo di una “Fiat 500” rossa aprirono il fuoco contro una “500” nera guidata da Elisabetta Sinesi, illesa. A bordo c’erano il padre Roberto, ferito gravemente al petto, e il nipotino colpito alla schiena. Nonostante le ferite, Roberto Sinesi reagì sparando con la sua arma e mise in fuga gli attentatori. Per quell’episodio è sotto processo dal luglio 2023 Giuseppe Albanese, accusato di essere uno dei componenti del gruppo di fuoco. È detenuto in regime di 41 bis nel carcere di Parma e si dichiara innocente. Assiste alle udienze in videoconferenza. Già condannato all’ergastolo in primo grado per l’omicidio di Rocco Dedda del 2016, Albanese ha anche subito condanne per mafia, estorsioni e traffico di droga.

Le dichiarazioni di Pettinicchio sono state acquisite al fascicolo su accordo tra Dda e difesa e non sarà necessario interrogarlo in aula. “So che Albanese faceva parte dei Moretti – ha detto il pentito – e so anche che era lui il vero obiettivo dell’omicidio avvenuto un mese dopo in un bar di Foggia”, ha aggiunto, riferendosi all’esecuzione del 29 ottobre 2016 in cui fu ucciso Roberto Tizzano e ferito Roberto Bruno, parenti di esponenti del clan Moretti.

Le parole di Carlo Verderosa, il pentito ex morettiano

Nelle carte dell’ordinanza sull’arresto di Albanese comparvero anche le parole di Carlo Verderosa; anche quest’ultimo tirò in ballo Mario Romito e Francesco Scirpoli, ma non scagionò Albanese e non citò Ricucci, bensì il foggiano Perdonò. “Il collaboratore di giustizia confermava – si legge nella lunga ordinanza dell’epoca del gip Ferraro – la presenza dell’Albanese in occasione dell’agguato (nel bar H24 di via San Severo a Foggia, ndr) del 29 ottobre 2016, specificando che lo stesso era il bersaglio di quella azione di cui Francesco Sinesi era il mandante; riferiva anche di diverse circostanze confidategli dall’Albanese, come ad esempio la presenza di un ragazzino con il quale si era nascosto ed era riuscito a sfuggire all’agguato; il collaboratore riferiva anche che il Sinesi ‘ce l’aveva a morte’ con Albanese in quanto sapeva che questi aveva partecipato all’agguato ai danni di Roberto Sinesi (suo padre), e che per farlo lui e i suoi complici avevano utilizzato un’auto rossa (500 L) a bordo della quale vi erano, oltre Albanese, anche Perdonò Massimo, Scirpoli Francesco, Romito Mario; riferiva inoltre che Albanese gli aveva detto che l’agguato ai danni di Sinesi lo avevano fatto con un kalashnikov e con una pistola (circostanza riscontrata dagli accertamenti tecnici eseguiti sul luogo dopo i fatti, e riferiti al numero di armi utilizzate nel corso dell’agguato dai carnefici e dalla vittima)”.

Sinesi e Albanese

Della Malva: “Francesco Sinesi sospettava dei Romito”

A confermare i sospetti su Romito e Scirpoli arriva anche un altro collaboratore di giustizia garganico: Danilo Della Malva, 39 anni, detto “U’ Meticcio”, ex alleato del clan Romito, pentito dal 2021, reo confesso di tre omicidi. Citato dalla difesa di Albanese, Della Malva ha testimoniato in videoconferenza da una località protetta.

Ha raccontato un episodio avvenuto nel carcere di Foggia dopo l’arresto di Romito nel blitz “Ariete” per un progetto di rapina a un portavalori. “Eravamo in carcere insieme – ha detto – e Romito mi raccontò d’aver incontrato Francesco Sinesi nel corridoio, mentre andavano entrambi a colloquio con i rispettivi avvocati. Francesco si presentò e gli chiese conto dell’agguato al padre. Romito rispose: non so niente, sono cose vostre”. Poco dopo, racconta Della Malva, Romito riferì il dialogo in cella.

Dopo la scarcerazione, lo stesso Scirpoli avrebbe detto a un esponente del clan Sinesi: “Diteglielo che noi non c’entriamo niente, restiamo a casa nostra e non rompiamo…”.

Una guerra mafiosa tra Moretti e Sinesi che insanguinò Foggia

L’agguato a Roberto Sinesi si inserisce nella feroce faida tra il clan Moretti-Pellegrino-Lanza e il gruppo Sinesi-Francavilla, che tra il settembre 2015 e l’ottobre 2016 contò almeno dieci sparatorie in pieno centro cittadino, con tre morti e undici feriti o scampati. In un clima di rappresaglia continua, l’attentato al boss foggiano rappresentò uno dei momenti più cruenti.

Le dichiarazioni di Pettinicchio e Della Malva, due collaboratori provenienti da clan rivali e protagonisti delle dinamiche del promontorio, potrebbero ora riscrivere la storia processuale dell’agguato a Sinesi, ridimensionando le responsabilità attribuite al foggiano Giuseppe Albanese. Ma il percorso resta lungo e tutto da verificare in aula.

Seguici anche su Instagram – Clicca qui

Ricevi gratuitamente le notizie sul tuo Messenger di Facebook. Ecco come

Tags: pettinicchioRicucciRomitoScirpoliSinesi
Articolo precedente

Soldi pubblici per un resort fantasma, sequestro da oltre un milione nel Salento

Articolo successivo

Vini, aperitivi e sapori di Puglia: boom di presenze all’Open Day Mebimport a Manfredonia

Articoli correlati

I leader del campo largo tirano la volata a Rossella Fini. “La donna giusta per cambiare San Giovanni”

Schlein a San Giovanni Rotondo: “Difenderemo Casa Sollievo, i lavoratori non possono pagare gli errori della gestione”

Armando Li Bergolis

Armando Li Bergolis replica a l’Immediato: “Intercettazioni da approfondire, non condivido le sentenze”

Lollobrigida e De Gennaro

Vieste capitale del beach volley: arrivano le campionesse olimpiche De Gennaro e Lollobrigida

Armando e Franco Li Bergolis

“Devono morire 60 carabinieri, Manfredonia l’abbatto”: i Li Bergolis tra arsenali, omicidi e minacce allo Stato

La marea rosa conquista Vieste: sold out e migliaia di visitatori per la festa del rosato

Ultime Notizie

Gisella Naturale
Cronaca

Braccianti costretti ad assumere farmaci e alcol per lavorare nei campi, Naturale (M5S): “È schiavitù”

La senatrice interviene dopo le dichiarazioni dell'attivista Soumaila Diawara sul ghetto di Borgo Mezzanone. Chiesti controlli e approfondimenti da parte...

Tragedia sulla strada a Manfredonia, 15enne indagato per omicidio stradale dopo la morte di Antonio Sinisi

Pugliapromozione, nuovo sequestro da 1,3 milioni: nel mirino stipendi e pagamenti fuori busta ai dirigenti

Liste d’attesa, la Puglia migliora ma resta tra le regioni in ritardo: oltre la metà delle prestazioni fuori dai tempi previsti

I clan foggiani puntano sul Molise: interdittive antimafia a ristoranti, sale giochi e concessionarie

Antonio De Sabato

Docufilm su Federico II, De Sabato: “Capitanata assente dal racconto dello Stupor Mundi, ora candidatura Unesco”

Quotidiano online registrato presso il Tribunale di Foggia, n. 3/2014 Società editrice: iMEDIA srls P.IVA 03942360714

  • Cookies policy
  • Privacy Policy
IMPOSTAZIONI PRIVACY

Copyright © 2026

No Result
View All Result
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere

Copyright © 2024