La chiusura della sede operativa della Croce Rossa Italiana (CRI) a San Severo sta scatenando forti polemiche tra le forze politiche e la cittadinanza. La decisione dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Lidya Colangelo di revocare gli spazi destinati alla CRI ha sollevato un’ondata di critiche, soprattutto per l’assenza di un’alternativa concreta che permettesse all’associazione di proseguire la propria attività sul territorio.
Durante l’emergenza Covid, la Croce Rossa ha svolto un ruolo cruciale, fornendo assistenza sanitaria, supporto logistico e aiuti ai cittadini in difficoltà. Oggi, invece di rafforzare questa presenza, l’amministrazione comunale ha deciso di interrompere l’operatività del presidio, senza prevedere una nuova collocazione.
L’attacco dell’opposizione: “Scelta incomprensibile”
A farsi portavoce del dissenso sono i consiglieri comunali del gruppo CON San Severo, Anna Maria Damone e Leonardo Irmici, che parlano di “una decisione incomprensibile che priva la città di un punto di riferimento fondamentale per la sicurezza e la salute pubblica”.
“L’amministrazione comunale – denunciano i consiglieri – ha dimostrato ancora una volta di essere priva di una strategia e di una visione concreta. Invece di valorizzare l’operato della Croce Rossa, la allontana senza predisporre una nuova sede, ignorando il contributo determinante che i volontari forniscono in caso di emergenze, calamità naturali e formazione dei giovani”.
Un presidio insostituibile per la comunità
Secondo i consiglieri, la chiusura della sede della CRI rappresenta una grave perdita per San Severo. “Siamo di fronte a una scelta che penalizza tutta la comunità – proseguono Damone e Irmici –. È grazie alla Croce Rossa se molti studenti delle scuole superiori hanno potuto apprendere gratuitamente le tecniche di primo soccorso. Ed è grazie a questi volontari se in passato è stato possibile fornire assistenza in situazioni di emergenza come i terremoti. Oggi, invece, vengono cacciati dalla città”.
L’accusa nei confronti dell’amministrazione è diretta: “Negli spazi pubblici comunali si possono organizzare feste e sagre anche a scopo di lucro, ma non si trova posto per un’associazione di rilevanza nazionale e internazionale come la Croce Rossa. Una decisione che rende San Severo più povera e meno sicura”.
Appello per una soluzione immediata
Di fronte a questa situazione, l’opposizione chiede all’amministrazione di intervenire al più presto per trovare una nuova collocazione per il presidio CRI. Il timore è che la mancanza di una sede operativa possa compromettere i servizi di emergenza e assistenza forniti dall’associazione, con conseguenze dirette sulla sicurezza della cittadinanza.
Mentre il dibattito politico si infiamma, resta l’amarezza dei volontari e della comunità sanseverese, che vedono scomparire un altro tassello fondamentale della rete di protezione sociale della città.












