Nel centrosinistra pugliese, il mosaico delle liste per le prossime elezioni regionali è ancora da completare e la tensione è palpabile. A fare chiarezza sulla regia della coalizione, stando a quanto riportato dalla Gazzetta del Mezzogiorno, è stato il governatore Michele Emiliano, che durante un incontro con i sindacati alla Fiera del Levante ha lasciato intendere che sarà Antonio Decaro, eurodeputato e candidato designato per la presidenza della Regione, a gestire la definizione delle liste e degli equilibri interni.
La dichiarazione arriva in un momento di forte dibattito interno, con un numero sempre più ristretto di liste civiche rispetto alle precedenti tornate elettorali. La sfida è trovare un equilibrio tra la necessità di rinnovamento e la riconferma del ceto politico-amministrativo che ha sostenuto Emiliano nei suoi due mandati.
Liste civiche e addii pesanti
Uno dei nodi centrali della costruzione della coalizione è proprio la composizione delle liste extra-partitiche. Accanto a quelle certe di Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra, le civiche subiranno una drastica riduzione rispetto a cinque anni fa. L’effetto di questa scrematura si traduce in un vero e proprio “imbuto” per i consiglieri regionali uscenti, che cercano di capire se e dove potranno essere ricandidati.
Alcuni addii sono già certi. Massimo Cassano, ex coordinatore della lista dei Popolari, è rientrato nel centrodestra e potrebbe schierarsi con Lega o Forza Italia. Pippi Mellone, sindaco di Nardò, è ormai in orbita sovranista, e con lui potrebbe uscire anche Giulia Puglia, eletta nella lista “Emiliano sindaco di Puglia” con 6mila voti nel 2020.
A pesare sul quadro complessivo ci sono anche le inchieste giudiziarie. Anita Maurodinoia, ex assessore regionale con quasi 20mila preferenze, non sarà della partita per via dell’inchiesta “Codice Interno”. Stessa sorte per Senso Civico, la lista dell’ex assessore Alfonso Pisicchio (69mila voti), rimasta travolta dalle vicende giudiziarie del suo promotore.
A tentare di riorganizzare la galassia civica è l’assessore Gianni Stea, che rivendica il peso della lista “Popolari con Emiliano” nei successi elettorali di città come Gravina e Altamura.
Il centrodestra attrae gli scontenti
Nel caos delle liste progressiste, il centrodestra osserva e si prepara ad accogliere eventuali transfughi. Il recente passaggio di Napoleone Cera alla Lega è un segnale chiaro: la coalizione conservatrice, sia in caso di vittoria che di sconfitta, potrebbe garantire più posti eleggibili rispetto al centrosinistra, soprattutto considerando che i 5 Stelle dovranno apparentarsi con il fronte progressista e non potranno correre da soli.
Proprio per questo Emiliano, pur tenendosi a distanza dalle trattative, ha lanciato un avvertimento implicito ai suoi: non essere troppo selettivi nella composizione delle liste, per evitare ulteriori defezioni. Il governatore ha fatto una stima approssimativa delle perdite in termini di voti: “Al momento, faremo a meno già di centocinquantamila voti…”, ha detto, riferendosi ai pezzi della sua storica “coalizione dei pugliesi” che non faranno parte del nuovo schema elettorale.
La sfida di Decaro
Decaro si troverà quindi a dover ricucire e rilanciare un fronte politico che rischia di partire indebolito. Se da un lato il suo nome rappresenta un elemento di rinnovamento, dall’altro dovrà fare i conti con equilibri interni precari e con il malcontento degli esclusi. La battaglia per la presidenza della Regione Puglia è ufficialmente iniziata, e il centrosinistra dovrà dimostrare di saper trovare una sintesi tra passato e futuro.










