A Foggia scoppia la polemica sulla gestione della raccolta rifiuti e sui cassonetti “intelligenti” previsti dal contratto con AMIU Puglia, la società che gestisce il servizio di igiene urbana. A sollevare il caso è il consigliere comunale di opposizione Claudio Amorese (Fratelli d’Italia), che in un post su Facebook denuncia il mancato rispetto degli impegni presi dall’azienda e critica apertamente le dichiarazioni della presidente della società.
Secondo il contratto, entro il 2024 nelle strade della città sarebbero dovuti arrivare 1.250 cassonetti dotati di codice a barre, pensati per identificare chi conferisce i rifiuti e migliorare il sistema di raccolta. “Li avete visti?”, si chiede polemicamente Amorese, sottolineando come questi cassonetti non siano mai stati installati.
Ma non è l’unico aspetto contestato. Il consigliere evidenzia anche il mancato rispetto delle operazioni di lavaggio interno ed esterno dei cassonetti e della pulizia delle strade, in particolare nelle aree in cui si trovano i contenitori dei rifiuti. “Lo avete mai visto questo servizio?” domanda Amorese, dando voce al malcontento di molti cittadini, che lamentano cassonetti maleodoranti, pieni di insetti e in condizioni fatiscenti, soprattutto nelle zone periferiche e nelle borgate.
A infiammare ulteriormente la polemica sono state le dichiarazioni della presidente di AMIU, che in Consiglio comunale avrebbe attribuito le criticità del servizio alla “cultura dei foggiani”. Una frase che ha scatenato l’indignazione di Amorese: “Ma come si permette!?” scrive nel suo post, ironizzando con la celebre frase di Totò: “Ed io pago…“.
La vicenda riaccende il dibattito sulla gestione della raccolta rifiuti in città e sulle responsabilità di AMIU, mentre dai banchi dell’opposizione si chiedono risposte chiare sul rispetto degli impegni contrattuali e un miglioramento concreto del servizio.









