In una lunga intervista rilasciata a “La Gazzetta del Mezzogiorno”, il governatore della Puglia Michele Emiliano ripercorre i momenti salienti della sua carriera politica e traccia un bilancio delle sfide che la regione ha affrontato e continua ad affrontare. La recente approvazione del Bilancio con una maggioranza solida è solo l’ultimo esempio del consolidamento della “coalizione dei pugliesi”, un modello politico che ha saputo mantenere l’equilibrio tra maggioranza e minoranza, rispettando tutte le voci.
Emiliano sottolinea la decisione di non alzare le tasse nonostante il taglio dei fondi statali e l’importanza del sostegno alle famiglie e alla disabilità, temi centrali nella manovra pugliese. “Siamo riusciti a mettere risorse nei settori più fragili, ma il governo deve fare la sua parte”, afferma.
Tra le innovazioni più rilevanti, Emiliano menziona la carta d’identità genetica, gli screening neonatali e le assunzioni in sanità, pur riconoscendo il sottofinanziamento del sistema sanitario. Tuttavia, il governatore esprime fiducia nella sua capacità di lavorare in modo pragmatico, anche con il governo di centrodestra, come dimostra la questione dell’AQP.
La creazione di alleanze con il centrodestra è vista come un passo necessario, anche quando si trattano temi divisivi come l’acciaio pulito e la questione Ilva. Emiliano crede che il progressismo pugliese debba essere patriottico e pragmatico, pronto a confrontarsi con la destra su temi concreti, senza limitarsi a un’agenda identitaria.
Riguardo al suo rapporto con la Meloni, Emiliano riconosce i momenti di alti e bassi ma afferma che non c’è mai stata una vera e propria guerra. Il dialogo con la presidente del Consiglio, pur distante dalle sue posizioni politiche, è basato sul rispetto e sull’idea di un’Italia più forte, con una Puglia protagonista.
Infine, rispondendo a una domanda sul suo futuro politico, Emiliano non esclude la possibilità di nuovi sviluppi, ma sottolinea che la sua priorità è la crescita della nuova generazione di politici pugliesi, in particolare Antonio Decaro, a cui lascia ampio spazio per crescere come leader.
Michele Emiliano si prepara quindi a un 2024 di sfide, ma con la certezza che il “modello Puglia” ha dimostrato di funzionare, e il suo successore, qualunque esso sia, dovrà continuare su questa strada.












