Potrebbe rischiare di dover pagare un risarcimento stratosferico da 25 milioni di euro il Comune di Foggia se entro la fine del 2024 non fornirà un orientamento politico ed amministrativo sull’housing sociale. Diverse ditte dei 27 piani particolareggiati hanno vinto un procedimento amministrativo secondo il quale l’housing sociale, approvato nel lontano 2008, è legittimo ed è stato solo rallentato dall’iter autorizzativo regionale. Si tratta di alcune lottizzazioni che corrono lungo l’orbitale in zona Rione Biccari. Ma non solo quelle, l’housing sociale è esteso a macchia di leopardo in tutta la città e prevede un ulteriore di consumo di suolo.
Ancora una volta sull’urbanistica il Comune di Foggia torna a traballare. La maggioranza è molto divisa sul tema dell’housing sociale e in Commissione Territorio, presieduta dall’ingegner Giovanni Quarato, i pareri sono stati controversi dal momento che si nota una certa confusione tra fabbisogno ERP, ossia di case di edilizia popolare, e fabbisogno ERS, vale a dire l’edilizia residenziale privata.
“Viene definito il fabbisogno sulla base delle domande di inserimento nella graduatoria per l’assegnazione di un alloggio ERP, mentre si citano le disponibilità future relative agli Accordi di Programma in essere che contengono anche alloggi di edilizia convenzionata e sovvenzionata”, è stato osservato in commissione in queste settimane.
Le opposizioni e anche parte della maggioranza, in particolare i pentastellati, alla dichiarazione di “non sussistenza di un interesse pubblico concreto ed attuale” dell’housing sociale hanno evidenziato che non corrisponde un adeguato programma alternativo per il soddisfacimento di edilizia residenziale sociale (o pubblica).
“Il generico richiamo al redigendo PUG, privo di linee di indirizzo specifiche, e privo di adeguate tempistiche, sembra troppo labile per giustificare l’abbandono del programma edilizio di Social Housing, più volte confermato dalle precedenti amministrazioni”, si legge nel parere della commissione.
È ancora attuale l’housing sociale in una città che perde abitanti e che ha tanto usato sfitto da riqualificare? È netto Claudio Amorese, capogruppo dei Fratelli d’Italia e componente della commissione territorio: “Il Comune farebbe bene dopo tanti anni a intercettare e chiamare i vari imprenditori interessati per verificare anzitutto se sono ancora disponibili e per rimodulare il piano. Non si può rinviare all’infinito”. Secondo Amorese non si possono gettare circa 300 appartamenti destinati all’emergenza abitativa né il Comune può rischiare di dover pagare le imprese che hanno ricevuto un danno economico. “L’assessore Galasso è stato sconfessato, a pagare è solo la povera gente”.








