Parco Nord a Milano, Bertinoro a Forlì, le Colline Metallifere di Grosseto, il Bosco dell’Incoronata in Capitanata e il Parco del Pollino.
Il bosco dell’Incoronata in Puglia è tra i 5 boschi italiani selezionati per il progetto Rigenera Boschi di Sorgenia in collaborazione con l’Università Statale di Milano. Il 36,7% del territorio italiano è coperto da boschi, una superficie che è aumentata del 18,4% in circa 10 anni, raggiungendo gli 11 milioni di ettari. La CO2 accumulata è passata dalle 490 milioni di tonnellate di 16 anni fa ai 569 milioni di oggi. Le foreste sono in crescita e coprono 1/3 del territorio italiano.
#RigeneraBoschi si compone di due anime tra loro connesse: un progetto scientifico e un programma di attività di educazione ambientale rivolto ai più giovani. I dati raccolti in tempo reale grazie ai tree-talkers, dispositivi basati su tecnologia IoT, consentiranno di monitorare per i prossimi due anni lo stato di salute delle piante, la loro fisiologia, l’intensità della fotosintesi, la rapidità della loro crescita e il modo in cui reagiscono a eventi climatici intensi. All’interno di questi boschi i sensori sono stati installati in due zone distinte: una in cui la foresta cresce spontaneamente senza alcun genere di intervento, l’altra in cui si effettua una gestione sostenibile, attraverso un’attenta pianificazione di interventi calibrati rispetto alla tipologia di bosco e ai benefici ambientali e sociali che può fornire. L’obiettivo è analizzare la differenza che intercorre tra i due approcci.
Questa mattina i ragazzi e le ragazze della scuola Gabelli hanno potuto ammirare e giocare nel bosco con l’attività di plogging. Prima insieme al parroco del Santuario don Gaetano hanno conosciuto parte del patrimonio sacro dell’Incoronata. La madonna nera fu vista per la prima volta su una grande quercia, di cui nel santuario c’è una reliquia e un vecchio tronco a dimostrazione del fatto che una quercia può durare millenni e dà il senso della vita.
Il santuario è costruito come un trullo, l’architetto ha voluto riprodurre degli elementi del patrimonio architettonico pugliese, ha raccontato il religioso agli alunni.
Con i ragazzi anche Vittoria della cooperativa Erica, il naturalista Maurizio Gioiosa, Marco Castriotta agronomo del bosco e dipendente comunale insieme al delegato al Bosco Francesco Strippoli.
“Questo è un bosco particolare perché è un bosco di pianura, che sono stati i primi a scomparire, si è conservato grazie alla correlazione tra spiritualità e natura. Sono molto rari. Ci sono molte specie animali, ci sono animali selvatici che stanno recuperando la loro presenza e che danno un ulteriore valore a questo habitat. Ci sono inoltre i Bat box, dei rifugi per pipistrelli, che danno la possibilità a questi simpatici e utili animali di popolare questo bosco, che con l’andare del tempo si era un po’ degradato”, ha spiegato Gioiosa.
Il bosco, riserva di caccia di Federico II, è un grande patrimonio naturale comunale e già tra sei mesi come hanno illustrato da Sorgenia saprà dire qualcosa in più sull’ecosistema del torrente Cervaro.









