Un affidamento in house anziché una gara pubblica per di più basato su dati falsi e fraudolenti. Questa l’accusa nella denuncia della cittadinanza attiva.
Ed ora si sono chiuse le indagini preliminari, dopo gli esposti su Amiu Puglia presentati dal comitato la Società Civile all’epoca presieduta dall’attuale assessora all’Ambiente Lucia Aprile, e da un pool di associazioni e professionisti foggiani, a carico di cinque persone.
Avviso conclusione indagini per Concetta Zuccarino (ex dirigente Ambiente del Comune di Foggia), Antonello Antonicelli (dg Amiu), Saverio Longo (funzionario comunale), Giovanni Sorbo (funzionario comunale) e Maria Rosaria Mangiatori (referente consorzio Conai).
Zuccarino e Antonicelli, “in concorso tra loro”, “con collusioni ed altri mezzi fraudolenti”, avrebbero, stando all’accusa, “turbato il procedimento amministrativo” condizionando le modalità di scelta del contraente da parte della pubblica amministrazione. Per gli inquirenti avrebbero agito “pur consapevoli dell’inadeguatezza del servizio di raccolta rifiuti svolto da Amiu”.
L’ex dirigente comunale sarebbe stata consapevole anche della “inadeguatezza delle dotazioni strumentali impiegate per la raccolta dei rifiuti” oltre che “della mancata effettuazione del controllo analogo normativamente previsto per gli affidamenti in house”.
Sempre il duo Zuccarino-Antonicelli si sarebbe accordato “per determinare il contenuto della relazione ex art 34 cit. in modo che la valutazione comparativa ivi contenuta deponesse per la scelta dell’affidamento del servizio in questione in house alla Amiu”. Anche questo nonostante “la mancata ripartizione degli utili di esercizio in proporzione alla diversa misura di partecipazione azionaria dei due soci – Bari e Foggia – in Amiu Puglia s.p.a., della eccessiva quantificazione dei costi di gestione rispetto al servizio reso delle segnalazioni di disservizi e inadempimenti da parte di Amiu per la città di Foggia nel corso degli anni precedenti, nonché della incidenza determinante degli utili di esercizio prodotti dall’impianto TMB di Passo Breccioso (connesso al mantenimento dell’affidamento del servizio di igiene urbana) sulla chiusura in attivo del bilancio societario, del carattere ‘ondivago’ delle comunicazioni periodiche dei dati forniti da Amiu relativi al servizio di raccolta differenziata”.
Infine, tra le accuse mosse nei confronti di Antonicelli c’è quella di aver indotto “il Comune di Foggia e per esso Giovanni Sorbo ad inserire nel portale puglia.com dati difformi dal vero; e ciò in quanto, in qualità di direttore generale da luglio 2022, disponeva o non impediva che Amiu comunicasse ai fini dell’ inserimento dati afferenti alla raccolta differenziata in eccesso rispetto alla percentuale effettiva veniva indicata una percentuale compresa tra il 15 ed il 17 per cento circa, a fronte del dato effettivo attestato al 5%“.










