“Un quotidiano locale continua da settimane – anzi da anni – a dare fake news e a buttare fango su tutto e tutti!”. Lo afferma in un lungo post, Pierpaolo D’Arienzo, sindaco di Monte Sant’Angelo e referente di Avviso Pubblico, associazione di sindaci antimafia. Nel mirino del giornale l’Attacco, l’assunzione di un parente del primo cittadino di Mattinata, Michele Bisceglia proprio nel Comune montanaro.
“Sono da sempre un sostenitore dell’articolo 21 della Costituzione, della stampa libera e di chi si occupa di informazione ma non posso più sottacere di fronte a questo metodo delinquenziale che sistematicamente vuole far credere che ci siano ombre sui ‘nemici’ e il silenzio tombale sugli ‘amici’ – prosegue D’Arienzo -. Lo stesso giornale che ha fatto da ufficio stampa ai miei avversari politici sia nella prima campagna elettorale del 2017 che nella seconda del 2022, durante la quale addirittura la stessa giornalista che oggi scrive è salita sui palchi per sostenerne il candidato sindaco della lista avversaria. Questo lo sanno tutti ed è tutto ampiamente dimostrabile, naturalmente”.
E ancora: “Da giorni mi attaccano perché il Comune di Monte Sant’Angelo ha fatto uno scorrimento di graduatoria a seguito di un avviso pubblico a cui hanno manifestato interesse tanti concorrenti risultati idonei in diverse graduatorie di tutta la Regione Puglia e oltre. Un procedimento completamente estraneo alle funzioni attribuite agli organi politici di un comune e che ha portato a selezionare in maniera oggettiva gli aventi diritto (sono due infatti gli assunti di Mattinata, ma guarda caso solo di uno si parla!), secondo un regolamento comunale approvato anni fa e su cui mai nessuno ha manifestato dubbi o perplessità. ‘L’iter amministrativo è corretto e sono rispettate tutte le leggi’ – ci dicono gli uffici competenti. Tra l’altro lo stesso iter è stato seguito da tantissimi enti in tutta la provincia, nel silenzio più totale del giornale locale. Tutti gli atti sono pubblici naturalmente e facilmente riscontrabili. Di questo risponderò in modo dettagliato e puntuale nelle sedi opportune (Consiglio comunale, ecc…) e non a soggetti che sistematicamente violano le basilari regole deontologiche della propria professione”.
Poi aggiunge: “Un buon giornalista, si sa, dovrebbe verificare le fonti, stabilire la veridicità dell’informazione assunta e non pubblicare semplicemente un post di Facebook scritto da “quattro scappati di casa”, posti ai margini di una comunità e sonoramente bocciati in ogni occasione in cui si sono proposti. Infatti, abbiamo più volte invitato quei giornalisti a consultare gli atti che sono pubblici perché le risposte sono contenute negli stessi. Noi, a differenza loro, non possiamo nascondere niente perché siamo soggetti alle leggi dello Stato e al giudizio del popolo. A leggi sulla trasparenza e a regole derivanti dall’adesione volontaria all’associazione nazionale Avviso Pubblico e agli impegni consequenziali. In questi anni il Comune ha assunto diverse decine di persone e non abbiamo mai – e dico mai – interferito con niente e con nessuno, forse perché le fonti di quel quotidiano erano abituate ad agire in ben altro modo in passato e pensano che si debba continuare a fare così. La musica è cambiata, questi metodi non ci appartengono e le vostre insinuazioni, falsità, dicerie e cattiverie cadono nel nulla, senza scalfirci e senza condizionare il lavoro quotidiano che stiamo portando avanti con orgoglio da anni per il bene comune, la legalità, la trasparenza”.
Infine, un attacco ancora più duro a l’Attacco: “Ora torneremo ad occuparci delle cose serie, a leggere i giornali seri, a rispondere ai giornalisti seri che non hanno secondi fini, ai giornalisti che raccontano le campagne elettorali e non a quelli che salgono sui palchi per sostenere l’uno o l’altro candidato, a quei giornalisti che non pensano che la ‘mafia non esista’, a quelli che non sono ‘finanziati da imprenditori attigui al mondo criminale’ come ha detto il Procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, ai giornalisti che pensano che negare l’esistenza della mafia ‘è uno schiaffo a tutti i foggiani ed un insulto a tutte le vittime dei clan’ come ben detto dal Procuratore capo della Repubblica di Foggia, Ludovico Vaccaro. Continueremo a parlare con tutti questi giornalisti che sono al servizio solo ed esclusivamente della libertà di stampa e della verità, convinti del fatto – conclude D’Arienzo – che rappresentano la maggioranza e che prima o poi anche le mele marce di questa bella professione riceveranno il giusto trattamento che meritano”.











