Nichi Vendola torna nel Foggiano e si concede per una lunga intervista a l’Immediato sui temi della politica, soprattutto regionale, non risparmiando bordate. “La politica in Puglia è un po ammaccata. Bisognerebbe elevare il dibattito politico. Le forze politiche del mio campo, il centrosinistra, devono discutere di più degli obiettivi del futuro. Usciamo dalle stanze dei partiti e apriamo alla società civile, ai movimenti, alle associazioni, alle parrocchie e iniziamo a pensare alla Puglia del 2030, 2040, 2050. Oggi vedo molto dibattito da teatrino e poca concentrazione sui progetti del futuro”.
Tornerà nuovamente in campo? “Non sono mai uscito dal campo, penso che non è obbligatorio stare nelle istituzioni per fare politica. Il mio modo di far politica è quello di stare in strada e ascoltare la gente, i precari del lavoro, ascoltare il dolore degli ammalati in un momento in cui la sanità italiana è al collasso”.
Un giudizio sulla Regione Puglia e sul governo nazionale. Vendola è critico su tutti e due i fronti. “Al netto del governatore Emiliano di cui non parlo, il governo regionale vive alla giornata. Mi piacerebbe capire dopo un decennio di amministrazione quale progetto ha per il futuro. Decaro? Sicuramente un ottimo candidato, ma mi sembra prematuro parlarne ora. Prima dobbiamo sapere cosa vuol fare il centrosinistra per i prossimi anni. Sul governo nazionale il mio giudizio è drammaticamente negativo. Meloni ha messo una rivoltella alla tempia del sud e sta per sparare un colpo mortale con la secessione, con l’autonomia differenziata, con un progetto che ucciderà la scuola pubblica, la sanità pubblica e che ci renderà periferia marginale condannata a morte”.











