Parte da un fatto storico e dal principio di reciprocità di trattamento delle minoranze linguistiche presenti nel nostro Paese, e viceversa per gli italiani autoctoni di Istria , Fiume e Dalmazia, da secoli abitanti di quelle terre, l’incontro dibattito che si è tenuto presso l’Aula Consiliare del Comune di Vieste, dal titolo “Vieste-Pola: Un’utopia Diventata Realtà”. Nel 1947 Vieste si distinse per la sua straordinaria generosità sulla questione dell’esodo di circa trecentomila italiani, costretti ad abbandonare le loro case, un capitolo tragico provocato dalle violenze del regime comunista di Tito che mirava a ridurre drasticamente la presenza in Istria e Dalmazia degli italiani.
Vieste fu l’unica città italiana che decise di cedere parte del suo territorio per accogliere gli esuli, impegnandosi mediante una Delibera di Giunta Municipale, la
numero 70 del 18 aprile 1947, nella creazione della “nuova Pola” sul proprio territorio. Il documento sottolineava la volontà di restituire ai polesi la possibilità di affacciarsi sullo stesso mare dal quale erano stati costretti a fuggire . L’incontro, organizzato dall’Amministrazione Comunale, sarà un’opportunità per riflettere sulla storia e su una possibile memoria condivisa tra l’Italia e i paesi dell’Adriatico orientale. Dopo i saluti del sindaco di Vieste e presidente della Provincia di Foggia, Giuseppe Nobiletti, è intervenuto Carlo Giovanardi, ex ministro della Repubblica, da sempre impegnato su questo tema.
A seguire i contributi di Maurizio Tremul, presidente dell’Unione degli Italiani di Slovenia e Croazia, e Donatella Bracali, presidente dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia di Pescara. “Siamo orgogliosi di organizzare questo evento – dichiara il sindaco di Vieste Giuseppe Nobiletti – che non solo celebra un’iniziativa di solidarietà e accoglienza che il nostro comune sostenne nel 1947, ma anche per mantenere viva la memoria delle tragiche vicende legate all’esodo ed alle foibe. È nostro dovere ricordare e trattare con rispetto la storia degli esuli italiani, i quali hanno subito soprusi e violenze, affinché simili atrocità non possano più ripetersi nella casa comune Europea”.
Carlo Giovanardi, già Ministro della Repubblica, afferma: “Oltre a riproporre questo evento mstorico della città di Vieste, rafforza la battaglia che da oltre trent’anni porto avanti per un eguale trattamento e rispetto dei diritti delle minoranze in Italia ( per esempiodi lingua francese, tedesca, croata, slovena, albanese ecc. ) e di quello della minoranza di lingua italiana in Croazia e Slovenia. È fondamentale, facendo tutti parte della Unione Europea, costruire assieme un modello di pari opportunita’ e diritti che può e deve essere di esempio nel momento in cui purtroppo la guerra si e’ riaffacciata nel nostro continente”.












