• Contatti
giovedì 4 Giugno 2026
No Result
View All Result
l'Immediato
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere
No Result
View All Result
l'Immediato
No Result
View All Result

Home - Caso Ferrovie Sud Est, l’accusa dell’osservatorio Trasporti: “Ecco come venderanno a FS”

Caso Ferrovie Sud Est, l’accusa dell’osservatorio Trasporti: “Ecco come venderanno a FS”

Di redazione
2 Giugno 2016
in Economia
Condividi su FacebookCondividi su Twitter

Dipendenti-Ferrovie-Sud-Est-senza-stipendio

Da anni le aziende municipali di trasporto e le ferrovie regionali in concessione in crisi finiscono per essere acquisite da FS. Anche stavolta la soluzione che si paventa per il salvataggio delle Ferrovie Sud Est, importante operatore ferroviario e automobilistico pugliese, vede in campo le Ferrovie dello Stato. L’assorbimento rischia però di essere una “semplice”, ma costosa, partita di giro del debito pubblico.
Il gruppo FS si è distinto in questi anni per essere il compratore (e salvatore) di aziende decotte quali l’ATAF di Firenze e Umbria Mobilità, e sta estendendo la propria posizione dominante su molte aree (mercati) regionali. L’estensione del controllo totale sui mercati territoriali si è fatta largo grazie al matrimonio lombardo con le FNM (è già concordato con il Governatore Maroni il controllo totale di Trenord) e con l’ingresso in TPER, gestore della rete ferroviaria emiliano-romagnola. Peraltro attraverso la sua controllata “BusItalia” il Gruppo FS è diventato ormai un operatore intermodale regionale ferro-gomma.
Le fallimentari Ferrovie Sud Est, gestite e di proprietà del Ministero dei Trasporti, contano 1.400 addetti, un debito di 360 milioni, una scarsa produttività e una pessima reputazione (scadenti servizi offerti ai pendolari, gestione ultra consociativa, sfascio tecnico amministrativo, gestione ventennale di amministratori pubblici inqualificabili con l’assenso ministeriale), ma possono contare su due punti di forza: una consistente spesa della Regione Puglia (155 milioni anno di contratto di servizio fino al 2021) e un ricco mercato della mobilità in continua espansione nell’area barese.
Per evitare un’altra Alitalia ferroviaria (10 anni di ricapitalizzazioni, cassa integrazione maggiorata e di lunga durata oltre 7 anni, conservazione di tratte in monopolio ai danni dei consumatori, ecc.) sarebbe dunque necessario, prima della vendita con gara europea, che il commissario mettesse ordine ai conti e avviasse il risanamento gestionale con un piano-ponte. Successivamente, che ponesse a gara gli asset ferroviari, esclusa la rete che deve rimanere in mano pubblica (questa si trasferibile a RFI). Un orientamento in tal senso dovrebbe essere preso della Regione Puglia. La Regione guidata da Emiliano ha però troppa fretta (per fare dimenticare anche i suoi gravi errori) di trasferire il pesante fardello all’unico gruppo che se lo può accollare con un finto piano industriale, le FS. Un piano che può piacere solo ai sindacati che risolve il problema occupazionale a prescindere dai costi.
Il punto è che la sfida non consiste unicamente nel risanare le FSE, ma nell’offrire un servizio dignitoso ai pendolari pugliesi che, a guardare dai soldi spesi, avrebbero dovuto avere da anni servizi confortevoli e treni in orario. L’imponente massa di risorse, giustificate per tenere in piedi un servizio pubblico (sostenibile e collettivo) anche se fallimentare si è inabissata tra fornitori di servizi inefficienti e garantiti, bassa produttività e alta conflittualità degli addetti (in questi settori più è inefficiente l’azienda più crescono i contenziosi), nonché stipendi dei manager alle stelle. Così il maggiore operatore ferroviario nazionale sta diventando un player a tutto campo, grazie anche alle spalle coperte dal Ministero del Tesoro, dal Ministero delle Infrastrutture e spesso dalle Regioni, che sono passate dalla minaccia delle gare per l’affidamento dei servizi (quando i pendolari protestavano vivacemente) all’estensione pluriennale senza gara del contratto di servizio sotto gli occhi di una impotente Antitrust nazionale e in spregio delle indicazioni europee. I più fulgidi esempi sono quelli delle regioni più federaliste come Lombardia e Veneto.
La grave assenza di regolazione pubblica dei Ministeri del Tesoro e delle Infrastrutture consente inoltre di tenere nel Gruppo FS anche la rete di trasporto, non ancora societariamente distinta dal gruppo. La soluzione che si sta profilando in Puglia dietro l’emergenza occupazione e della continuità aziendale (mantenimento dei servizi ferroviari) contribuirà insomma a mantenere distanti dalle medie comunitarie gli indici di efficienza dei trasporti pubblici italiani e a non far tesoro dei gravi errori commessi durante una gestione che guardava più al consenso politico e sindacale e agli affari che ai destinatari dei servizi: i pendolari.

Dario Balotta

presidente Osservatorio Nazionale Liberalizzazione Infrastrutture e Trasporti

Tags: BariDario BalottaFerrovie dello StatoFerrovie Sud Estosservatorio infrastrutture trasportiPuglia
Articolo precedente

In due piazze foggiane per la Festa della Repubblica, inno di Mameli e Va pensiero coi ragazzi del Conservatorio

Articolo successivo

Festività, pugliesi cestinano 300mila tonnellate di cibo. Ecco la proposta degli agriturismi

Articoli correlati

Porto di Manfredonia, 31,5 milioni per il raccordo ferroviario: “Ora va elettrificata l’intera tratta fino a Foggia”

Pale e pannelli, la rabbia della Daunia: energia per tutta Italia ma bollette sempre più care

Dal 1° luglio il Frecciarossa collegherà Lecce e Napoli: fermata anche a Foggia

Maurizio Gargiulo e il Gino Lisa

Aeroporto Foggia, il Comitato Vola Gino Lisa frena gli entusiasmi: “I numeri non giustificano trionfalismi”

Nastri trasportatori, brusco stop: “Lavori fermi da un anno”. Ma arrivano 31,5 milioni per il raccordo ferroviario

In Puglia si continua a morire più che nel resto d’Italia: Bari e Foggia tra le province più colpite

Ultime Notizie

Gisella Naturale
Cronaca

Braccianti costretti ad assumere farmaci e alcol per lavorare nei campi, Naturale (M5S): “È schiavitù”

La senatrice interviene dopo le dichiarazioni dell'attivista Soumaila Diawara sul ghetto di Borgo Mezzanone. Chiesti controlli e approfondimenti da parte...

Tragedia sulla strada a Manfredonia, 15enne indagato per omicidio stradale dopo la morte di Antonio Sinisi

Pugliapromozione, nuovo sequestro da 1,3 milioni: nel mirino stipendi e pagamenti fuori busta ai dirigenti

Liste d’attesa, la Puglia migliora ma resta tra le regioni in ritardo: oltre la metà delle prestazioni fuori dai tempi previsti

I clan foggiani puntano sul Molise: interdittive antimafia a ristoranti, sale giochi e concessionarie

Antonio De Sabato

Docufilm su Federico II, De Sabato: “Capitanata assente dal racconto dello Stupor Mundi, ora candidatura Unesco”

Quotidiano online registrato presso il Tribunale di Foggia, n. 3/2014 Società editrice: iMEDIA srls P.IVA 03942360714

  • Cookies policy
  • Privacy Policy
IMPOSTAZIONI PRIVACY

Copyright © 2026

No Result
View All Result
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere

Copyright © 2024