È stato pubblicato un interessante libro dal titolo “(Ri)comporre l’Italia – Il pensiero di Ferdinando Villani” (Andrea Pacilli editore). Autore il manfredoniano Igor Lombardi. Il testo è la ricostruzione del pensiero di Villani, un insigne giurista e filosofo foggiano dell’Ottocento ed è il pretesto per ricostruire il clima ideologico pre-unitario, utile per comprendere perché ancora oggi si parla di terroni e polentoni, si dibatte della esistenza o meno di una coscienza nazionale e dell’origine delle spinte autonomistiche.
Quattro mesi prima della nascita del Regno d’Italia ( 17 marzo 1861), Ferdinando Villani, scrive un discorso inaugurale per la Riapertura della Cattedra di diritto penale nel Real Collegio delle Scuole Pie in Foggia.
Il manoscritto inedito, pervenuto intatto e trascritto da Lombardi in appendice, costituisce l’incipit ideale per ricostruire il pensiero di Villani, offrendo numerosi spunti storici, filosofici e giuridici e permette di vivere il clima ideologico che portò alla nascita dell’Italia. Si affronta il tema delle riforme che, di lì a poco, si sarebbero rese necessarie e dei problemi derivanti dalla diversità dei ‘costumi’ territoriali, che non sarebbero stati risolti con la sola emanazione di leggi unitarie. Unità ed autonomie, il tema è attualissimo.
Il percorso di ricostruzione tocca necessariamente anche gli argomenti dell’accentramento e del decentramento del potere, dei particolarismi e della nascita di una coscienza nazionale, dell’impatto di idealismo e positivismo e del ruolo della filosofia.
Il pensiero di Villani si evolve, nel tempo restano i motivi patriottici, scompaiono quelli particolaristici, perché Villani fa parte della classe moderata, il ceto borghese, la classe egemone fautrice di un rigido accentramento.
Volendo dare una lettura attualizzante, non si può fare a meno di considerare le istanze localistiche degli ultimi anni, oggi edulcorate e trasformate in rivendicazioni federaliste e autonomiste. Difatti sono innegabili le difformità storiche tutt’oggi esistenti, né può negarsi che il costume si frazioni territorialmente in relazione ad interessi, luoghi, popoli.
Ciò che Villani non comprese, o su cui volutamente sorvolò, come tanti idealisti, fu che la tanto agognata “coscienza nazionale”, allora, come probabilmente oggi, proprio a causa di una difformità endemica di costumi, non aveva costituito il collante ideale per quel mosaico o puzzle nazionale dalle molteplici, multicolori e difformi tessere, che ancora oggi sono sì unite, ma grazie solo ad un gioco di incastri, pronte pertanto sempre ad essere separate quando siano mancanti di “adesivo ideale” che le vincoli indissolubilmente.
Scheda
Igor Lombardi, 1970, residente a Manfredonia, maturità classica, laurea in giurisprudenza, avvocato presso corte appello di Bari, specializzazione in diritto del lavoro e appalti. Dal 2001 nel settore delle Risorse Umane, è un pioniere del settore delle Agenzie per il lavoro e riconosciuto come uno dei massimi esperti in Italia, dal 2018 è il Responsabile nazionale della Divisione Pubblica Amministrazione e dell’Ufficio Gare di una Agenzia per il lavoro ( Etjca Spa ) tra le prime 10 Agenzie in Italia. Nel gennaio 2021 è stato nominato tra i cinque manager italiani chiamati ad organizzare e gestire, per le Agenzie per il lavoro, con il Commissario Straordinario Emergenza Covid (Presidenza del Consiglio/Ministero della Salute), il servizio di somministrazione di lavoro per la Campagna vaccinale, collaborando con le Strutture dei Commissari (Dott. Arcuri, Generale Figliuolo, Generale Petroni).
Formatore e docente in diversi ambiti, ha frequentato numerosi corsi di specializzazione in materie quali HR, gestione e organizzazione team, costo del lavoro e pricing, sales, responsabilità amministrativa degli enti, codice degli appalti.
Editorialista per il quotidiano l’Attacco nel 2007-2008 con articoli settimanali pubblicati nelle rubriche “L’esperto”, “Analisi“ e “L’editoriale” su temi vertenti Human Resources e diritto del lavoro.










