“Sgomento e paura stanno attraversando in modo forte e con sconcerto gli animi di ognuno di noi, e soprattutto della famiglia di Rachele. Gesù era presente sabato a quanto avvenuto e accoglie i sentimenti di tutti, come allora accolse i sentimenti degli apostoli verso il cammino per Gerusalemme”. È un passo dell’omelia di padre Franco Moscone, arcivescovo della diocesi di Manfredonia Vieste San Giovanni Rotondo, durante i funerali di Rachele Covino, la donna di 81 anni uccisa nella sua abitazione a San Giovanni Rotondo sabato scorso.
Tante le persone che hanno partecipato ai funerali celebrati nella chiesa di San Giuseppe Artigiano: parenti della vittima, amici, conoscenti e semplici cittadini. Tra i banchi era presente anche il sindaco Michele Crisetti che, per la giornata di oggi, ha dichiarato il lutto cittadino.
“Sgomento e paura vanno accolti e curati non in forma individuale, ma in modalità di comunione sentendosi veramente tutti membri dell’unica città che dobbiamo costruire e amare. Stiamo vivendo questo momento di preghiera per Rachele e i suoi familiari che la accompagnano al riposo eterno che renda noi capaci di sguardi verso il vangelo. Sguardi di carità e speranza sentendoci veramente uniti e solidali. Solo così possiamo vincere metastasi e virus che si annidano magari in forma non ben visibile nei nostri ambienti e che si manifestano in maniera improvvisa e violenta come è accaduto per Rachele. Non è una condanna o una richiesta di giudizio ma un appello ad essere più Chiesa e attenti ai bisogni degli uni e degli altri e alle sofferenze non sempre evidenti vicino a noi. Credo che l’invito di Rachele dalla sua bara sia ad essere autentici discepoli del signore e cittadini capaci di darsi un futuro”.(Agi)











