Pellegrinaggio a piedi dalla Chiesa Madre di Deliceto al santuario della consolazione, situato a 7 chilometri in direzione Accadia. Ma prima di raggiungere la Consolazione, tappa d’obbligo per una breve sosta con preghiera alla Madonna presso la cappella dell’Olmitello. Anche quest’anno centinaia di fedeli hanno percorso la strada intonando il tradizionale canto dedicato alla Madonna da sempre cantato con sentimento, rigorosamente in dialetto delicetano. (Maria è sempre viva, Maria dell’Olmitello, rinte a nu bosc sta’…).
La leggenda attribuisce la nascita del santuario al rinvenimento di una statua della “Vergine con il Bambino”, tra i rami di un olmo, presso la Chiesa di Santa Maria in Sableta, un piccolo edificio di culto la cui più antica citazione risale ad una bolla di papa Gregorio VII del 1085.
Nel XVI secolo venne restaurata per volere del marchese di Deliceto Giambattista Piccolomini, ma in seguito ebbe periodi di decadenza, fino al recente restauro del 2000. La tradizione popolare ritiene che la Madonna dell’Olmitello, compì miracoli, salvando Deliceto in due occasioni: durante l’epidemia di peste del 1656 e durante quella del colera del 1837. Per questo motivo ogni 7 maggio i delicetani compiono un pellegrinaggio penitenziale alla Cappella dell’Olmitello. La statua della Madonna dell’Olmitello, un tempo qui conservata, è ora custodita presso la chiesa dell’Annunziata.











