Sono giornate calde per l’economia di Capitanata. Con gli agricoltori in protesta ormai da diversi giorni, anche il comparto della pesca punta il dito contro la comunità europea e contro le nuove norme che penalizzano tutto il settore. A Manfredonia oggi primi malumori in attesa di una manifestazione che potrebbe coincidere con quella degli agricoltori in programma a Foggia giovedì 8.
“Ci schieriamo al fianco degli agricoltori – racconta il presidente degli armatori di Manfredonia, Nunzio Stoppiello – perché i problemi dei coltivatori sono gli stessi dei pescatori. Rivendichiamo mancanza di rispetto per il nostro settore, siamo stati invasi da norme ingiustificate e incomprensibili che hanno un unico obiettivo: rendere antieconomico il sistema della pesca. Qui si rischia di perdere tanti posti di lavoro. Come in agricoltura anche nella pesca aumentano i costi di produzione e diminuiscono quelli dei prodotti. Assurdo. Non è vero quello che dicono a livello governativo ed europeo, ovvero che i pescatori stanno distruggendo il mare. Tutto falso. Devono darci la possibilità di trasformare i pescherecci in Green. Se non cambiano le regole Manfredonia si rischia di cancellare 1000 posti di lavoro”.
Arrabbiati e amareggiati un po’ tutti come Pasquale Guerra. “L’Europa non può fare le leggi uguali per tutti. Non siamo certo noi o gli agricoltori a distruggere l’ambiente, sono le grandi lobby che ci vogliono fare fuori. Dicono che il mare adriatico si sta impoverendo, ma non è così: c’è più pesce oggi rispetto al passato”.












