“Siamo qui in tribunale per denunciare gli atti persecutori subiti da anni da Matteo Ciavarella. È stato isolato, in luoghi di lavoro non idonei e subendo infortuni a causa dell’irregolarità dei posti dove operava. Auspichiamo che la Procura di Foggia intervenga con forza. Un invito anche alle forze dell’ordine affinché sostengano un cittadino onesto. La sottosegretaria nazionale del Sifus (sindacato fondato su unità e stabilizzazione) è oggi a Foggia per protocollare un esposto”.
Attraverso un breve video, Ciavarella, accompagnato dal sindacato, ha annunciato la volontà di continuare a battagliare. L’uomo, dipendente del Consorzio di bonifica della Capitanata, denunciò nel 2015 i suoi colleghi per presunti episodi di assenteismo: centinaia di ore non lavorate e pagate.
Un processo per truffa che travolse dieci dipendenti pubblici che invece di recarsi a lavoro avrebbero visto partite, si sarebbero recati a caccia o avrebbero svolto altre vicende personali. Proprio nei giorni scorsi è emerso che il procedimento potrebbe finire in prescrizione senza neanche arrivare ad una sentenza di primo grado. Ciavarella, però, non intende mollare.










