Il nuovo slow park, la costituzione del distretto urbano del commercio, la ristrutturazione dei mercati Cep, Candelaro, Pinto. Sono tante le azioni amministrative positive che Claudio Amorese ha già messo in atto col centrodestra come assessore poi defenestrato dall’ex sindaco di Franco Landella il 5 marzo 2020, pochi giorni prima dell’avvio del lockdown.
Il suo nome insieme a quello di molti quarantenni è tra le proposte di punta dei Fratelli d’Italia, con Raffaele Di Mauro candidato sindaco, per il prossimo Consiglio comunale.
“Non sono né l’assessore di Landella né il genero di Bruno Longo, sono Claudio Amorese, un funzionario pubblico, sono stato anche l’ex assessore e sono anche il genero di Longo, ma la mia storia parla per me, è una storia di autonomia. Sono autonomo. Da amministratore ho adottato delle politiche trasparenti e legittime e ho avuto spesso contrasti con l’allora primo cittadino. Il mio assessorato è stato oggetto della verifica della commissione d’accesso e ne è uscito pulito, perché non si poteva trovare nulla di illecito. Se qualcuno ha fatto qualcosa non può risponderne un’intera comunità politica, ma devono risponderne i responsabili. Le tante novità di quel segmento amministrativo portano tutte il mio nome”, dice in esordio a l’Immediato.
Amorese ha un elettorato trasversale, che non si identifica necessariamente nella destra storica meloniana. Anzi. La sua lunga militanza nell’associazione universitaria Area Nuova, la stessa in cui ha operato il vicepresidente della Regione Puglia Raffaele Piemontese, e la sua esperienza come consigliere di amministrazione in Unifg nel 2004, lo pongono come riferimento di una fetta di cittadini e cittadine, che hanno studiato nell’ateneo foggiano, anche schierati idealmente a sinistra.
“Con me, con noi, Area Nuova fu depoliticizzata, io non nasco storicamente come politico, ma come cittadino attivo. È ovvio che oggi io trovi più aderenza in una coalizione di centrodestra nella forza più politica e più rappresentativa in Italia. Fratelli d’Italia è un contenitore dove ci sono delle idee e delle proposte e non è solo una scatola di clientele come accade nel Pd. Nella nostra lista c’è una competizione vera, non è già appaltata a qualcuno. Un giovane interessato a far politica oggi non può che scegliere Fratelli d’Italia e nel mio caso nel partito mi hanno fatto anche una corte spudorata per il mio potenziale bacino di voti, un bacino estremamente trasversale. La partita è tra due coalizioni, le altre liste e le altre offerte politiche, benché siano più che legittime e intercettino una voglia di cambiamento, non hanno i numeri per imporsi”.
Amorese non teme il campo largo di Maria Aida Episcopo, grosso di ben 10 liste. “Quattro o cinque liste sono vuote e il voto di opinione in una città seppur sfiduciata ci sarà. Ci sarà ballottaggio ne sono convinto e sarà statisticamente tra due coalizioni, il centrodestra e il campo largo”.
Nei prossimi giorni ci sarà la discesa in campo di qualche altro ministro del Governo Meloni, il partito con Giandonato La Salandra sta spingendo per l’arrivo anche della premier, ma al momento avere la presidente del consiglio in piazza a Foggia, per il centrodestra sembra più un sogno che una vera possibilità.
“Noi a differenza delle altre liste abbiamo un contatto diverso con il Governo Meloni e lo si vede da quante volte Emiliano e Decaro siano qui a Foggia e in Capitanata, da Bari ci vogliono colonizzare”, attacca il candidato.
Non ci sta ad essere associato a chi non voleva l’installazione delle telecamere in città. Si sente un uomo della legalità e della sicurezza. “Ho letto la relazione e quella consigliera alla fine ha votato a favore della videosorveglianza, io sono stato il firmatario del patto della sicurezza in Prefettura. Abbiamo fatto installare 130 telecamere, abbiamo installato oltre 260 telecamere più 70 nelle scuole comunali, certo molto altro va fatto e serve l’aiuto dello Stato. Un ruolo importante ce l’hanno le agenzie educative per la cultura, la formazione e il rispetto delle regole”.
Secondo il politico meloniano negli ultimi anni l’università si è conquistata un ruolo importante e la futura amministrazione deve dialogare costantemente col Rettorato. “La mole di posti letto e i tanti universitari che vivono a Foggia insieme ai numerosi b&b ci raccontano di quanto sia cresciuto l’indotto, che dà lavoro – rimarca -. Come centrodestra abbiamo fatto tanto per la città universitaria: la mobilità sostenibile, le piste ciclabili, la stazione degli autobus, abbiamo rilanciato il Teatro Giordano che era chiuso, con il piano del commercio abbiamo dato agli universitari dei servizi”.
Tra gli obiettivi di Amorese ci sono la riapertura del teatro Mediterraneo e la realizzazione di un nuovo palazzetto dello sport per dei grandi eventi che facciano di Foggia una città capoluogo che si rispetti. E poi la Fiera.
“C’è un progetto poi abortito che consegnerebbe dei terreni dell’ente fiera all’Unifg, oggi la fiera è decadente se non per i concorsi pubblici, fare un palazzetto dedicato ai grandi eventi e riconvertire la fiera stessa creerebbe delle nuove chance. L’unico soggetto che può farlo è l’università che deve essere un faro”.
La conclusione è tutta politica: “Vogliamo rilanciare una proposta di governo della città, il nostro messaggio è di coesione sociale, i cittadini si devono riappropriare di Foggia, ma anche i partiti devono fare la loro parte, dobbiamo smetterla di infangarci a vicenda. Dobbiamo essere avversari sulle idee e sui contenuti, non sulle diffamazioni. Serve più coesione anche nella politica”.








