Fare rifornimento in Puglia costa più che in molte delle regioni economicamente più forti d’Italia. È quanto emerge dagli ultimi dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), pubblicati il 5 agosto e riportati da La Gazzetta del Mezzogiorno, che fotografano una situazione destinata ad avere ripercussioni non solo sui bilanci delle famiglie, ma anche sull’intero sistema economico regionale.
Prezzi più alti di Lombardia e Lazio
Secondo i dati ministeriali, in Puglia la benzina in modalità self-service costa mediamente 2,012 euro al litro, un valore superiore a quello registrato in Lombardia (1,993 euro), Lazio (1,986), Veneto (1,988), Emilia-Romagna (1,990) e Campania (1,996).
Anche il gasolio presenta un prezzo superiore rispetto a molte altre regioni italiane. Il costo medio è di 2,107 euro al litro, contro i 2,089 euro della Lombardia e del Piemonte, i 2,086 del Lazio, i 2,082 del Veneto e i 2,078 delle Marche.
Come evidenzia La Gazzetta del Mezzogiorno, la differenza di pochi centesimi per litro può sembrare contenuta, ma diventa significativa per chi percorre molti chilometri ogni anno, soprattutto nel settore dell’autotrasporto e della logistica.
Un costo che pesa sull’economia regionale
Il caro carburanti non riguarda soltanto gli automobilisti. In una regione come la Puglia, dove gran parte degli spostamenti avviene su strada, l’aumento dei prezzi si riflette direttamente sui costi di trasporto delle merci, sulle attività agricole, sul commercio e sul turismo.
Camion, furgoni e mezzi commerciali continuano infatti a dipendere in larga misura dal gasolio, mentre durante il periodo estivo l’incremento dei flussi turistici lungo le coste determina un ulteriore aumento dei consumi.
Il Gpl resta l’eccezione
L’unico dato in controtendenza riguarda il Gpl, che in Puglia registra uno dei prezzi più bassi d’Italia, con una media di 0,724 euro al litro, inferiore a quella di diverse regioni del Centro-Sud.
Più elevato, invece, il costo del metano per autotrazione, pari a 1,669 euro al chilogrammo, superiore a quello rilevato in Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna e Campania.
Come sottolinea La Gazzetta del Mezzogiorno, il quadro conferma un paradosso: una regione che fonda gran parte della propria economia su turismo, agroalimentare, logistica e commercio si trova a sostenere costi del carburante superiori rispetto a territori più ricchi, con inevitabili ricadute sulla competitività delle imprese e sul potere d’acquisto dei cittadini.









