Aveva iniziato ad accorgersi di un progressivo peggioramento della vista. Leggere era diventato sempre più difficile e il campo visivo continuava a restringersi. All’origine dei disturbi di un uomo di 82 anni c’era un adenoma benigno dell’ipofisi di oltre due centimetri.
La massa, sviluppandosi alla base del cranio, comprimeva il punto in cui si incrociano i due nervi ottici, mettendo a rischio la capacità visiva del paziente. L’anziano è stato sottoposto con successo a un intervento di neurochirurgia mini-invasiva al Policlinico di Bari.
L’intervento attraverso le cavità nasali
L’operazione è stata eseguita mediante un approccio endoscopico endonasale, una tecnica che consente di raggiungere l’ipofisi passando attraverso le cavità nasali, senza praticare incisioni esterne.
I neurochirurghi hanno utilizzato una telecamera ad alta definizione e strumenti chirurgici dedicati, riuscendo a raggiungere e rimuovere la lesione con un accesso meno invasivo rispetto alla chirurgia tradizionale.
Neuro navigazione ed ecografia intraoperatoria
L’intervento è stato pianificato attraverso sistemi di neuro navigazione, che permettono al chirurgo di orientarsi con estrema precisione durante le diverse fasi dell’operazione.
La procedura è stata inoltre supportata da un innovativo sistema di ecografia intraoperatoria dedicato alla neurochirurgia e sviluppato nell’ambito delle attività di ricerca del Policlinico.
Il dispositivo consente di controllare in tempo reale la posizione degli strumenti e di verificare l’estensione dell’asportazione del tumore nei casi in cui le caratteristiche della massa permettono una buona visualizzazione ecografica.
Recuperata la funzione visiva
Dopo l’operazione, il paziente è rimasto ricoverato per alcuni giorni per il monitoraggio post-operatorio. Il decorso è stato regolare e gli esami di controllo hanno documentato la completa decompressione delle vie ottiche.
L’82enne ha inoltre recuperato la funzione visiva compromessa dalla crescita del tumore.













