Tiene banco in Consiglio comunale a Foggia il dibattito sul Piano economico finanziario (Pef) e sulla Tari, con un acceso confronto tra i dirigenti comunali e il consigliere d’opposizione Giuseppe Mainiero incentrato sui cosiddetti costi operativi incentivanti (COI).
Ad aprire la discussione è stato il dirigente del Servizio Ambiente, l’ingegner Longo, che ha illustrato il percorso di formazione del Pef. “Il gestore produce il proprio Piano economico finanziario e il Comune produce il suo piano. Dall’esame congiunto dei due documenti nasce il Piano economico finanziario che viene poi validato da Ager”, ha spiegato.
Soffermandosi sui costi operativi incentivanti, pari a 4,7 milioni di euro, Longo ha chiarito che “nel 2024 e nel 2025 l’azienda, nel ripartire i vari costi sostenuti per il servizio, ha ritenuto di imputare alla voce COI 4,7 milioni di euro, in base alla propria organizzazione”. Il dirigente ha inoltre precisato che tale importo “non viene liquidato in misura superiore” e che, dal 2023 a oggi, “a seguito della direzione del contratto, ogni anno vengono effettuate trattenute a vario titolo che non consentono di raggiungere l’importo massimo liquidabile previsto dal contratto”.
Di tutt’altro avviso Mainiero, che ha ribadito le proprie perplessità. “Non ho detto che Amiu incassa un euro in più, ho detto che c’è un illegittimo arricchimento dell’ente perché i cittadini pagano due volte per lo stesso servizio”, ha affermato.
Mainiero ha inoltre evidenziato che “il raggiungimento del 65% di raccolta differenziata viene calcolato anche nei costi incentivanti”, aggiungendo: “Scagioniamo Amiu, il mio dubbio riguarda un altro aspetto. Nel contratto è previsto il raggiungimento del 65% di raccolta differenziata. Il problema è il Servizio Ambiente: nelle casse del Comune i cittadini pagano due volte per lo stesso servizio. Dite al microfono che i costi COI finanziano servizi diversi”.
Il consigliere ha infine richiamato l’andamento della tariffa negli ultimi anni: “Siamo arrivati a 34 milioni di euro di Tari, mentre erano 22 milioni pochi anni fa. In dieci anni la Tari è aumentata di 12 milioni di euro”.
Sul punto è intervenuto anche il dirigente dei Servizi finanziari, Carlo Dicesare, che ha riconosciuto la fondatezza del quesito posto dal consigliere. “È una legittimissima perplessità che può essere verificata”, ha dichiarato, precisando che “Amiu Puglia ha rendicontato ad Ager i costi incentivanti”.












